Il quadro dell'intervento è stato tratteggiato dal Ministro dell'economia, Giulio Tremonti, in una affollata conferenza stampa a cui hanno preso parte anche i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, i ministri Paolo Romani, Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, Roberto Calderoli, il ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio.
L'altra novità emersa dalla giornata è stata riferita dal ministro del lavoro: il governo sta lavorando per modificare la norma che penalizza la rivalutazione delle pensioni a partire da quelle medio-basse. I sacrifici saranno chiesti alle fasce medio-alte. Letta si è affrettato a precisare che "non ci sono state tensioni e lacerazioni" all'interno del governo dove è prevalsa la logica della "collegialita"'. Tremonti ha illustrato i numeri. Per correggere il deficit e raggiungere il 'close to balance' servono interventi che producono a regime effetti sull'indebitamento per 40 miliardi. Per il 2011 e il 2012 non sono necessarie ulteriori correzioni perché quelle a legislazione vigente consentono di centrare gli obiettivi (deficit al 2,7% del pil nel 2012).
La nuova correzione è riferita al 2013 e 2014 ed è composta da 25 miliardi contenuti nel decreto firmato oggi dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e 15 miliardi dalla delega fiscale e assistenziale che, ha precisato il ministro "è blindata". Nel senso che "i risparmi di 15 miliardi saranno scritti anche nella legge di stabilita'. E se non si riuscira' ad attuare la delega scattera' un meccanismo automatico di chiusura delle agevolazioni". Con la delega bisognerà sfoltire la pletora di regimi di esenzione, sgravi e bonus finora accumulata nei settori fiscali e assistenziali. Ben 470 voci, per un totale di 150 miliardi, che si sono accumulati come "torri di Babele che ad un certo punto hanno cominciato ad incrociarsi". Per l'assistenza "è necessario concentrasi sulle situazioni di effettivo bisogno. Oggi si danno assegni a vanvera".
Per alleggerire le aliquote Irpef, come pure e' previsto dalla riforma fiscale, verranno reperite le risorse da altri possibili misure come l'aumento della tassazione sulle rendite finanziare, l'eventuale innalzamente dell'Iva, e pescando ancora nella massa di agevolazioni. Con il pareggio di bilancio "scenderà automaticamente anche il debito". Era opportuno, ha chiarito il responsabile di via XX settembre, ricorrere ad un decretto legge per la manovra, che sarà convertito dal Parlamento "nella prima settimana di agosto" e darà un segnale chiaro all'Europa e ai mercati. "Attendo proposte dall'opposizione - ha puntualizzato Tremonti - ma con il vincolo che siano 'Eurostat-compatibili". Si era pensato di introdurre una forma di Tobin tax, ha ammesso il ministro ma "abbiamo deciso di non farlo a causa del parere negativo della Bce".
Sara' possibile modificare la stretta sui conti titoli e sull'indicizzazione delle pensioni? "Ogni modifica - ha concluso Tremonti - dovrà essere a saldi totalmente invariati". Quanto alla riscossione delle multe sulle quote latte, una delle criticità segnalate dal Colle, Calderoli ha spiegato che "la riscossione sara' affidata a soggetti diversi da Equitalia". Conferma per il taglio ai costi della politica con le retribuzioni dei dirigenti della P.a. che saranno allineati alla media europea e questo avverrà "man mano che arrivano i nuovi dirigenti". Per quanto riguarda la Camera e il Senato "non è possibile fare per decreto un intervento diretto, il Quirinale non lo avrebbe formato. Si prevede quindi che il livello europeo scatterà dalla prossima legislatura". Conferma anche per il regime agevolato per i giovani sotto i 35 anni, o i lavoratori in mobilità: se avviano una nuova attivita' possono contare su un forfait fiscale del 5% per 5 anni. Il ministro per lo sviluppo Romani ha posto l'accento sulla creazione della rete nazionale a banda larga Ngn e sul riordino della rete di distribuzione dei carburanti con l'obbligo del self-service.
La questione del lodo
Protagonista, e non poteva essere altrimenti, della conferenza stampa dei ministri è stato il Lodo comparso e poi scomparso improvvisamente dalla stesura finale del testo. "Le diamo il telefonino del dottor Letta" ha risposto scherzando Tremonti a una giornalista che ha chiesto lumi sulla vicenda. "Ne parlerà ufficialmente Palazzo Chigi", ha poi chiosato. Più netto, e dettagliato, sull'argomento il ministro dello Sviluppo economico al suo fianco. Era semplicemente "una norma di civilta' - ha premesso Paolo Romani - a sentenza definitiva si paga per evitare di mettere in crisi la salute e gli occupanti delle aziende". "Dopo le polemiche, il presidente del Consiglio ha ritenuto più importante mandare avanti la manovra è ha chiesto responsabilmente di ritirare la norma. Le cose sono andate così - ha concluso - non c'è nulla da nascondere".