omicidio scazzi

I pm: "Sarah fu uccisa da zia e cugina"

La Procura chiude le indagini preliminari sul delitto di Avetrana, 15 gli indagati

© Infophoto

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Sarah Scazzi è stata uccisa dalla zia, Cosima Serrano, e dalla cugina, Sabrina Misseri. Lo zio Michele, invece, ha solo nascosto il cadavere, tentando anche di distruggere gli effetti personali della nipotina. E' questa la conclusione dei pm, che hanno chiuso le indagini sulla vicenda, per la quale 15 persone sono state iscritte sul registro degli indagati.

Le 15 persone coinvolte sono Michele Antonio Misseri, 57 anni, zio di Sarah; la moglie Cosima Serrano, 56 anni, e la figlia Sabrina Misseri, di 23 anni, entrambe detenute. Oltre a loro, sono indagati Carmine Misseri, 55 anni, fratello di Michele; Cosimo Cosma, 34 anni, nipote di Michele Misseri; gli avvocati Gianluca Mongelli, 38 anni, Vito Russo, 38 anni, Emilia Velletri, 41 anni (moglie di Russo: con il marito è stata difensore di Sabrina) e Francesco De Cristofaro, 45 anni (attuale difensore di Michele Misseri).

Ancora, sul registro degli indagati compaiono i nomi di Giovanni Buccolieri, 40 anni, il fioraio che prima ha detto di aver visto Cosima costringere Sarah a salire in auto ritrattando poi tutto; i cognati di Buccolieri, Anna Scredo, 39 anni, e il marito Antonio Colazzo, anche lui 39enne; la suocera di Buccolieri, Cosima Prudenzano, 50 anni; Giuseppe Nigro e Michele Galasso, entrambi di 37 anni, il primo parente e il secondo amico del fioraio.

I reati contestati dalla Procura della Repubblica di Taranto vanno dal concorso in omicidio, alla soppressione di cadavere, sequestro di persona, false dichiarazioni al Pm, alla soppressione di documenti, all'infedele patrocinio e all'intralcio alla giustizia.

Michele Misseri non è indagato per omicidio
Lo zio di Sarah, Michele Misseri non è più indagato quale esecutore materiale dell'uccisione della nipote Sarah Scazzi. Misseri è accusato di soppressione di cadavere in concorso con la moglie, Cosima Serrano, la figlia Sabrina, il fratello Carmine e il nipote Cosimo Cosma, di danneggiamento seguito da incendio per aver appiccato il fuoco ai vestiti e allo zainetto della quindicenne uccisa e, insieme con Cosima e Sabrina, anche di furto aggravato del telefonino, e della batteria, della vittima.