Angelino Alfano è stato nominato per acclamazione segretario del Pdl. L'elezione per acclamazione è stata proposta dal presidente Silvio Berlusconi. "Oggi eleggiamo un segretario politico per avere un partito unico che dimentichi le provenienze", ha detto il premier. Dopo aver ringraziato i tre coordinatori, Berlusconi ha sottolineato la necessità adesso con Alfano di "mettersi alle spalle il partito delle quote". Grande emozione di Alfano.
Un solo voto contrario
Alfano è stato eletto per alzata di mano dagli oltre mille delegati al Consiglio nazionale del Popolo della Libertà che hanno approvato le modifiche statutarie necessarie per introdurre nell'organizzazione del partito la figura del segretario politico nazionale. Il segretario viene eletto su proposta del presidente nazionale del Pdl, a maggioranza semplice dei partecipanti al Consiglio nazionale. Può durare in carica al massimo 3 anni ed è rieleggibile. Uno solo dei delegati ha alzato il cartellino per esprime voto contrario. Nessun astenuto. Un lungo applauso, ha poi sancito la modifica.
Berlusconi: "Questo è il partito diviso di cui scrivono"
Dopo il voto il presidente Silvio Berlusconi ha commentato:"Signori e signore, questo è il partito diviso descritto dai nostri avversari".
Berlusconi: "Mettersi alle spalle il partito delle quote"
"Oggi eleggiamo un segretario politico per avere un partito unico che dimentichi le provenienze" ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel suo intervento al Consiglio nazionale del Pdl. Dopo i ringraziamenti ai tre coordinatori, Berlusconi ha sottolineato la necessità con Alfano di "mettersi alle spalle il partito delle quote".
Berlusconi: "Emozioniato, mi ripagate di sacrifici"
"Cari amici sono emozionato perché sapete con quanta passione ho preso la decisione di scendere in campo lasciando una professione che mi piaceva e sapete come in questi anni non mi hanno fatto mancare nulla, da attacchi politici, fisici, patrimoniali e all'immagine. Credo di aver sacrificato sull'altare della libertà molto della mia vita in un periodo difficile ma voi, con l'essere tutti qui, mi ripagate di tutto" ha detto ancora il premier Silvio Berlusconi, chiudendo il suo intervento al Consiglio nazionale del Pdl e lasciando la parola al neo segretario Angelino Alfano.
Alfano commosso: "Non è debolezza dire che sono emozionato"
"Non è un atto di debolezza confessare in pubblico l'emozione, ed io sono molto molto, molto emozionato". Queste le prime parole del neosegretario del Pdl, Angelino Alfano, che mostra un manifestino elettorale del 1994. "Me lo ha portato stamattina mio papà - dice con la voce rotta dalla commozione - ed è il santino della mia prima campagna elettorale, ero un ragazzo di 23 anni appena laureato a Milano, che era ritornato in Sicilia e lì voleva impegnarsi per amore di quella terra".
"Nel 1994, folgorato da Berlusconi"
Poi, l'omaggio a Pinuccio Tatarella. Alfano, nel rievocare i suoi esordi in politica nel 1994, ha ricordato l'importanza dell'alleanza che c'era allora tra Forza Italia e An e che vedeva al governo come vicepresidente del Consiglio il "ministro dell'armonia". Quello stesso anno della "bellissima primavera 1994 per il Consiglio provinciale di Agrigento" in cui il Guardasigilli guardava a Berlusconi appena sceso in campo, dall'altra parte del televisore. "Vidi un imprenditore che aveva passione per la libertà e tanta voglia di cambiare il Paese. Un uomo con il sole in tasca. Sentii una musica straordinaria e guardando Berlusconi a una tv decisi di aderire a Forza Italia", ha raccontato Alfano.
Nel '94 credevo" ad alcuni principi ed idee di trasformazione dell'Italia. "Ci credo ancora, con tutto me stesso" ha rimarcato il neo-segretario del Pdl, Angelino Alfano. Quanto alle sue condizioni, il segretario del Pdl ha detto di credere "nel biporalismo, nella democrazia e trasparenza, nella necessità di riformare lo Stato, nel principio fondante della libertà dall'oppressione fiscale".
"Credo nel Sud ma non quello dei piagnistei"
"Credevo e credo che il Sud potesse avere un destino - ha aggiunto - non del piagnisteo ne del venire a Roma col cappello in mano, ma che dovesse riscattarsi da solo. Credo che il Nord e il Sud debbano stare insieme sapendo che il Nord produttivo porta avanti il nostro destino in Europa".
"Altri avrebbero meritato di essere al posto mio"
Il neo-segretario, consapevole delle tensioni interne, ha riconosciuto che altri forse avrebbero meritato più di lui il ruolo che si ritrova a rivestire per investitura diretta di Berlusconi e si è detto "ben consapevole che ci sono altri più bravi e meritevoli, altri che avrebbero meritato di stare al posto mio. Questo lo so - ha scandito - e ho il dovere di dirvi grazie". E cita i tre coordinatori del partito, ma anche chi nelle ultime settimane ha esternato il proprio malumore, come l'ex ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola. Ma anche l'ex An Altero Matteoli. Alfano ha anche lanciato una frecciatina: "Devo togliermi dalla scarpa un sassolino che ho da un mese, rispondere ai nostri avversari che dicono che questo Consiglio nazionale non è legittimato ad eleggere un segretario". "Qui ci sono 400 parlamentari, centinaia di consiglieri regionali, sindaci e presidenti di provincia. Voglio dirlo ai nostri avversari che fanno finta di non sapere: qui ci sono i rappresentanti di milioni di cittadini che ci hanno votato da Bolzano ad Agrigento, perché l'Italia è anche questo, un Paese con due confini, un Paese che confina con due continenti".
"Lavorare per il partito degli onesti"
"Noi dobbiamo lavorare per il partito degli onesti. Presidente lei è stato un perseguitato dalla giustizia perché nell'94 lei aveva 58 anni e non è possibile che fino ad allora non era successo niente e poi quando è entrato in politica le è successo di tutto con riferimento al passato. Lei è un perseguitato, ma ho l'onesta di dire che non tutti lo sono". E' quanto ha affermato ancora il segretario del Pdl, Angelino Alfano nel corso del suo intervento.
"Ora partito serio, basta anarchia"
Quanto all'organizzazione del Pdl, Alfano ha parlato di fare "un partito serio" con la necessità di "creare un meccanismo semplice semplice di regole e sanzioni". "Non è possibile - ha concluso - che uno cui non piace il candidato sindaco del Pdl si fa una lista 'Coca cola' e si candida da solo. Se vuole farlo, poi continua fuori dal Pdl".
Un grande partito su modello del Ppe
"Costruiremo tutti insieme un grande partito, la prospettiva è quella del Ppe" ha detto ancora Alfano indicando che intende far leva sui moderati che non sono stati attratti dalla sinistra. Moderati che il neo-segretario vuole recuperare tramite una grande costituente popolare.
"Riformatori in tempo di crisi"
Venendo all'attualità Alfano ha proseguito: "Abbiamo fatto esattamente tutto quello che volevamo fare? No, abbiamo fatto tutto il possibile, tutto quello che la crisi ci ha consentito di fare. Siamo riusciti a essere riformatori in tempo di crisi", ha rivendicato. "Abbiamo chiesto agli italiani qualche sacrificio" per fronteggiare la situazione economica internazionale, ma "difenderemo con tutte le nostre forze - ha aggiunto - il tenore di vita degli italiani, il loro benessere".
"Pd prigionieri di tre radicalismi"
Il neo-segretaro ha parlato anche della sinistra "prigioniera di tre radicalismi: etico, sociale e giudiziario" e delle ultime elezioni in cui "non è l'opposizione parlamentare ad aver vinto, ma questi radicalismi" che tengono prigioniera la sinistra, "impedendo al Pd di diventare un grande partito riformista italiano".
"Mi dimetto da ministro dopo codice antimafia" Il Guardasigilli Alfano ha poi parlato delle proprie dimissioni dal governo: "Sono convinto di avere servito bene le istituzioni con onore e con decoro. Ma ora per restituire un pari impegno al partito, sceglierò di dimettermi da ministro non appena il codice antimafia e la semplificazione dei riti saranno approvati".
La famiglia tradizionale e il valore della vita
Alfano ha parlato poi dei valori della famiglia - "da noi ci sono laici e cattolici uomini coniugati e separati, ma tutti credono che il nucleo essenziale sia la famiglia composta da uomo e donna" - e della vita - "Siamo laici e cattolici ma tutti noi crediamo che qualcuno possa dare e togliere la vita, ma quel qualcuno non è il Parlamento". Con un passaggio sull'istruzione: "Nessuno ha mai messo in dubbio la scuola pubblica, ma papà e mamma hanno la libertà di scegliere il modello educativo per i figli”.
"La casa motore delle politiche demografiche"
Tra le priorità del partito il neo-segretario ha indicato la casa, "che è un motore delle politiche demografiche e familiari essenziali per lo stato del nostro paese". Poi si è soffermato in particolare su chi vive in una condizione di "precariato", che tra le altre cose ha come conseguenza il fatto che "non si ha diritto al mutuo".