Cambi al vertice

Il consiglio nazionale del Pdl elegge Alfano segretario

La diretta via sms del Tgcom

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Il Pdl ha riunito il suo Consiglio nazionale eleggendo  il ministro della Giustizia Angelino Alfano segretario del partito. La nomina segna anche l' avvio della "fase due" del Popolo della libertà che lo stesso Alfano sarà chiamato a dirigere. 


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13.43 - Laura Ravetto propugna dal palco le sue quote rosa. Ma la platea è tiepida e scalpita ormai per la pausa.

13.41 - Formigoni si scalda e scalda la platea. E' il più duro nell'autocritica, rivendica il coinvolgimento degli iscritti, autonomia dalla Lega e la difesa della dignità degli extracomunitari. Quasi si spaccano le casse degli altoparlanti.

13.00 - Parlano tutti i big, Frattini, Gasparri, Cicchitto, anche per loro 5 implacabili minuti a testa. Intanto si prepara il buffet, frittatine e succhi di frutta freschi per tutti.

12.30 - Cominciano le prime uscite, Galan scappa stravolto dal caldo, Formigoni senza una goccia di sudore è soddisfatto ma guarda avanti: "Il primo passo è fatto, a settembre elezione diretta dei segretari comunali, provinciali e regionali". 

12.14 - Con il bacio al presidente e la lunga standing ovation, si chiudono i 40 minuti di iniziazione di Alfano. Comincia un dibattito che potrebbe riservare qualche sorpresa. 5 minuti a testa.

11.59 - Angelino a sua volta "investe" Silvio ricandidandolo alle elezioni del 2013, e il Fondatore si commuove per il coro della platea.

11.52 - La prosa di Angelino conquista la platea, frequenti risate alle battute sulla sinistra e applausi convinti sui "valori". Ma comincia già in sala stampa il toto successione sulla poltrona del Guardasigilli.

11.27 - Angelino comincia il suo primo discorso da segretario col groppo in gola e in mano il suo primo "santino" elettorale. Commozione in sala. 

11.12 - Come qualcuno aveva ipotizzato, Angelino Alfano viene "investito sul campo" con una lunga standing ovation. La modifica allo statuto verrà dopo, è già segretario "per acclamazione". 

11.00 - Parla il fondatore. Ma stavolta non c'è nessun Fini col dito alzato.

10.45 - Arriva anche Silvio Berlusconi. Si comincia con l'inno nazionale. Tutti in piedi, tranne i giornalisti, stipati in una angustissima sala stampa - per loro off limit la sala dell'auditorium - che hanno paura di perdere i preziosissimi posti a sedere conquistati a fatica. 

10.40 - Con quasi un'ora di ritardo rispetto ai tempi previsti si sta per aprire il consiglio nazionale. E' arrivato anche Alfano, accolto da applausi e strette di mano. Si rivedono anche vecchie facce del partito un po' assenti ultimamente, come Pisanu e Taradash.

10.30 - La Ravetto va incontro alla Mussolini in mise a pois, sventolando la mozione per le quote rosa: "Alessandra, me la firmi?".  La Mussolini glaciale: "Non ce penso proprio, basta co 'ste quote rosa!".

10.25 - Arrivano anche gli agguerritissimi Ravetto e Formigoni. Ravetto: "Chiediamo a gran voce un bilanciamento di genere, uomo donna". Formigoni: "Serve democrazia dal basso, primarie subito, per ogni alto incarico di partito". 

10.20 - Maurizio Gasparri viene assalito dalle troupe televisive con lo sfondo del Cupolone. I turisti stipati sui bus panoramici vanno in delirio e scattano raffiche di foto con le digitali. What's happening?

10.15 - Sotto una stranissima pioggia che apre il mese di luglio a Roma, in Via della Conciliazione la folla delle grandi occasioni. Fotografi scatenati alla ricerca del clic giusto per immortalare l'ascesa di Alfano. Ma Angiolino per ora ha dribblato tutti.