L'emergenza rifiuti non provoca rischi reali per la salute. Parola del ministro Ferruccio Fazio che, sull'allarme di queste settimane a Napoli, assicura: "Dal punto di vista della salute e delle malattie non ci sono realmente rischi". "Questo però - ha precisato - non vuol dire minimizzare l'importanza del problema rifiuti, che va risolto al più presto perché compromette fortemente il benessere dei cittadini".
Il problema dei rifiuti a Napoli va risolto, ha sottolineato Fazio, precisando però che "parlare di epidemie è un'altra cosa: non c'è - ha detto il ministro - rischio di colera e salmonellosi, che derivano da batteri eliminati con le deiezioni, mentre in questo caso parliamo di rifiuti organici, sacchetti o scatole di plastica, ma non di deiezioni". Quindi, ha chiarito Fazio, "in questi rifiuti non sono presenti germi come per colera e salmonelle che possono creare epidemie".
Ci può essere ovviamente il rischio legato alla presenza di topi, blatte e insetti, che, ha detto Fazio, "occasionalmente possono causare gastroenteriti o salmonelle minori, ma questi - ha aggiunto - non sono problemi di tipo epidemico". Quanto alla diossina che si sprigiona a seguito dei roghi di immondizia, "è dimostrato - ha detto il ministro - che questa non è causa diretta della formazione di tumori".
Mentre, sul fronte dei problemi respiratori il cui aumento tra i bambini napoletano è stato denunciato dai pediatri, ha detto il ministro, "va precisato che non si parla di un aumento del 10-20% ma del 2%".
Caldoro ai pm: "Forniti tutti i chiarimenti"
Ha riferito di essersi attenuto all'accordo stipulato tra gli enti ed il governo, ma non è bastano, e che gli hanno tolto tre discariche in poco tempo e alcuni tentativi sono andati in fumo. Si è difeso ed ha chiarito la sua posizione al pubblico ministero Francesco Curcio, il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che ha ricevuto nei giorni scorsi un avviso di garanzia per il reato di epidemia colposa. Ha risposto alle domande per circa due ore alla presenza del procuratore aggiunto Francesco Greco e del capo della Procura, Giandomenico Lepore. "Il clima era molto disteso e tutto improntato nella logica della collaborazione con i pm", spiega il suo avvocato difensore, il penalista Alfonso Forgiuele. Il presidente Caldoro ha spiegato che nell'inviare la spazzatura di Napoli fuori dalla provincia si è attenuto all'accordo stipulato il 4 gennaio scorso tra gli enti locali e il governo.