Salvatore Parolisi non risponde alle domande dei pm Umberto Monti e Ettore Picardi, che lo hanno messo sotto indagine per l'omicidio della moglie Melania Rea. Il caporalmaggiore, che viene assistito dai difensori Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, ha dunque scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Parolisi ha poi lasciato la procura di Ascoli Piceno, dove era stato convocato con un invito a comparire.
Come mai questa scelta? "Salvatore ha risposto in questi 2 mesi a domande per oltre 40 ore". Così uno dei suoi avvocati, Valter Biscotti, ha spiegato la decisione del marito di Melania Rea all'uscita della procura.
"Abbiamo ritenuto quindi di avvalerci di uno strumento tecnico, la facoltà di non rispondere. Si sarebbe trattato di ripetere le stesse cose. Quando avremo elementi meno fluidi per quello che riguarda il capo di incolpazione, saremo noi a chiedere un nuovo interrogatorio".
Dopo essere uscito dalla porta posteriore della procura, Parolisi si è subito infilato in auto per allontanarsi.
Lo zio di Melania: "Il tradimento è stata la causa del delitto"
"Mio fratello è innocente", così Francesca Parolisi la sorella di Salvatore a Quarto Grado difende il fratello indagato di omicidio volontario aggravato dalla procura di Ascoli Piceno. "Ce lo aspettavamo", ha aggiunto. "A questo punto, possiamo pensare che il tradimento potrebbe essere stata la causa della morte di mia nipote", ha detto invece Salvatore Rea, zio di Melania, commentando gli sviluppi dell'inchiesta sulla morte della nipote.