"CI VUOLE UNA FRUSTATA"

Governo, Maroni: devastante tirare a campare

"Se la maggioranza c'è, spero che Berlusconi parli di una frustata, di un risveglio"

© Ap/Lapresse

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"Per i governi e le maggioranze è devastante tirare a campare". E' quanto ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni intervenendo alla Festa della Cisl. "C'è la maggioranza? Lo vedremo - ha continuato - il 22 giugno, quando il presidente Berlusconi andrà a riferire alla Camera. E se ci sarà, mi auguro che lui dica cosa intende fare il governo nei prossimi due anni. Spero parli di una frustata, di un risveglio. Altrimenti..."

Parole pesanti, quelle del ministro ed esponente della Lega Nord, che auspica dunque una mossa da parte di Silvio Berlusconi. Dice infatti di auspicare che il presidente del Consiglio, il giorno in cui andrà a riferire in Parlamento, "dica esattamente che ci sarà una frustata e se ci sarà un risveglio". Secondo Maroni, se questo risveglio ci sarà, "allora continuiamo con questo governo per oltre due anni".

"Al governo non basta essere ragioniere"
"Il governo non è solo un ragioniere che deve tenere i conti in ordine perché altrimenti qualche burocrate di Bruxelles viene con il ditino", ha continuato Maroni, chiarendo poi che l'esecutivo "deve fare anche questo, per l'amor di Dio, ma si può negoziare, si può discutere, si può trattare".

"Quello su cui non si può trattare - ha sottolineato - e quello su cui si deve intervenire subito sono le necessità dei cittadini: dare un aiuto a chi diminuisce il proprio reddito, a chi non ce la fa e a chi ha bisogno". Secondo Maroni "questo si può fare principalmente con l'unico strumento importante che è rimasto nelle disponibilità dei governi europei: il fisco, il sistema tributario".

Secondo Maroni infatti "gli aiuti alle imprese e gli incentivi sono tutte cose che debbono per forza passare dal livello europeo, altrimenti sono aiuti di stato". Al contrario, "dove noi abbiamo la possibilità di intervenire è solo nel sistema fiscale e allora la riforma del sistema fiscale deve essere mirata ad aiutare le famiglie, aiutare il sistema delle piccole imprese, che poi sono le imprese famigliari e a garantire ilo reddito e il potere d'acquisto dei lavoratori e dei pensionati".

"Questo - ha spiegato - è l'impegno che noi dobbiamo prendere e penso e mi auguro che Berlusconi dirà nettamente queste cose nel discorso che farà al Parlamento. Se sarà così, io mi sento di dire che possiamo andare avanti, altrimenti ...".