PARTITE TRUCCATE

Calcio scommesse, Signori interrogato dai pm nega tutto: "Nessun illecito"

L'ex attaccante della nazionale dice di non aver partecipato alla tentata truffa su Inter-Lecce

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Da Giuseppe Signori, quando gli fu prospettata la possibilità di "taroccare" la partita Inter-Lecce, in un incontro nello studio del suo commercialista il 14 marzo, venne un "secco no". Lo ha spiegato il legale dell'ex calciatore al termine dell'interrogatorio di garanzia. Durante l'incontro erano presenti anche il giocatore Antonio Bellavista e il titolare di agenzie di scommesse Massimo Erodiani.

L'interrogatorio è durato circa un'ora e mezza e al termine, secondo il suo legale, l'ex attaccante sarebbe apparso stanco e provato soprattutto per la detenzione ai domiciliari. "A Signori - ha spiegato l'avvocato Caroli - vengono addebitati due illeciti sportivi: Inter-Lecce e Atalanta-Piacenza".

"Per quanto riguarda Inter-Lecce - dice l'avvocato - Signori è stato interrogato in merito all'incontro che il 15 marzo scorso ha avuto nello studio dei suoi commercialisti alla presenza di Erodiani e Bellavista. Durante l'incontro gli venne proposto un determinato affare che ha natura illecita riguardante la partita Inter-Lecce. Proposta alla quale Signori risponde con un secco no".

"40mila euro per taroccare la partita"
All'ex attaccante della Nazionale, spiega l'avvocato, "è stato proposto di finanziare, con 40mila euro, questo illecito per rendere arrendevoli alcuni giocatori. Signori però ha risposto con un secco no". Quanto alla documentazione che sarebbe stata trovata in casa di Signori, si tratta, secondo il suo legale "semplicemente di un foglietto scritto da Signori con appuntata la cifra che lui avrebbe dovuto sborsare per finanziare questo illecito sportivo".

Il legale: "Signori scagionato da un'intercettazione"
Secondo Caroli "c'è una intercettazione chiarissima, 4 giorni dopo Inter-Lecce di una telefonata tra Francesco Giannone e Massimo Erodiani in cui si capisce molto bene chi ha finanziato l'operazione, cioè lo stesso Giannone". I due commercialisti di Signori, cioè Giannone e Manlio Bruni - ha spiegato ancora il legale - hanno invitato Signori nel loro studio dicendogli che volevano presentargli due persone: Erodiani e Antonio Bellavista. Durante questo incontro è stato proposto a Signori, appunto, di finanziare il taroccamento di Inter-Lecce ma lui ha subito detto di no". "Per Inter-Lecce inoltre - ha proseguito l'avvocato Caroli - tra l'altro non si sapeva neppure se ci sarebbero stati giocatori arrendevoli e il tutto era semplicemente frutto di una millanteria di qualcuno del gruppo".

Caroli, assieme all'altro difensore di Signori Alfonso De Amicis, ha poi spiegato che durante l'interrogatorio di Signori da parte del gip Guido Salvini "non si è parlato del fatto che Signori possa far parte di una associazione a delinquere. Accusa che è quella che ha poi portato Signori agli arresti domiciliari". Arresti domiciliari per i quali, ha annunciato il legale di Signori, giovedì sarà presentata richiesta di revisione.

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