MAGGIORANZA KO

Il governo scivola sul ddl anticorruzione: "Maggioranza ko al Senato due volte"

Modificato l'articolo 1 ma l'opposizione si ribella e chiede il ritorno in commissione

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Governo e maggioranza vanno sotto in aula al Senato sull'emendamento Malan al ddl anticorruzione. L'emendamento era interamente sostitutivo del primo articolo e prevedeva l'istituzione di un comitato di coordinamento anti corruzione presieduto dal presidente del Consiglio. Dopo la sospensione della seduta al Senato, la maggioranza ha deciso di presentare un nuovo articolo 1 facendo procedere alla votazione dei successivi articoli.

Schifani: "Si va avanti, il Paese attende"
"Si va avanti, occorre dare una risposta al paese questa settimana". Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, in aula, nel corso dell'esame del ddl anticorruzione dopo che il sottosegretario Andrea Augello, aveva annunciato l'intenzione del governo di presentare un nuovo articolo 1 dopo la bocciatura del precedente testo, chiedendo di proseguire nell' esame del ddl.

L'articolo 1 viene rimandato in commissione
La Commissione Giustizia del Senato dovrà tornare ad occuparsi dell'articolo 1 del ddl anticorruzione, mentre l'Aula continuerà ad esaminare il provvedimento dall'articolo 2 in poi. E' questa la decisione che è stata presa dalla Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.

Bersani: "E' tempo che il governo tragga le conseguenze
"E' tempo che si traggano le conseguenze politiche da parte di una maggioranza ormai senza più prospettive". Lo afferma il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. "I senatori dell'opposizione - prosegue - hanno battuto il governo su un punto determinate che riguarda il senso stesso di una battaglia contro la corruzione. Il tentativo del governo di centrodestra di mettersi al riparo da una normativa seria è stato sconfitto. Il provvedimento è cosi' crollato e - ribadisce il leader Pd - deve essere formalmente ritirato".

Udc: "Legge ritorni in commissione"
"Di epocale c'è soltanto la sconfitta del governo in materia di lotta alla corruzione". Lo dice il capogruppo dell'Udc Gianpiero D'Alia che a nome del Terzo polo chiede il ritorno in commissione del ddl anticorruzione. "Se davvero aspirano ad approvare un provvedimento efficace e incisivo, governo e maggioranza - chiede D'Alia - ritirino dall'aula il ddl contro la corruzione e lo riportino in commissione, dove Fli, Udc, Api e Mpa sono pronti a collaborare". "Il testo attuale - spiega - è ormai senza testa, dopo la bocciatura dell'articolo 1 del ddl, sul quale si fondava tutta la norma".

Di Pietro: "La proposta della maggioranza è inaccettabile"
"Non è accettabile che a capo dell'Autorità che vigila sulla corruzione vada il capo del governo. La lotta alla corruzione la deve fare una Autorità indipendente, cioè la magistratura. Il potere esecutivo è quello che può essere corrotto". Lo ha detto Antonio Di Pietro, commentando il voto del Senato sul Ddl anti corruzione. "Se quando facevo il pubblico ministero ci fosse stata un'autorità contro la corruzione sotto la responsabilità del premier, non ci sarebbe stata mani pulite", ha aggiunto Di Pietro.

Cos'è il disegno di legge anticorruzione
Il disegno di legge era stato approvato dal governo nel maggio del 2010 ed era rimasto all'esame della commissione Giustizia del Senato, in prima lettura, fino a giugno di quest'anno. Si tratta di un provvedimento atteso, su cui per un anno le forze politiche hanno dibattuto e polemizzato.

Sono stati soprattutto la sinistra e i finiani ad accusare la maggioranza di ritardare l'esame del provvedimento che il governo al momento della sua approvazione un anno fa aveva definito un efficace strumento per la lotta alla corruzione in un periodo in cui le pagine di cronaca dei giornali si occupavano degli appalti pubblici, del G8 e della cosiddetta "cricca" che lucrava sulle commesse.

Il disegno di legge che è stato modificato in Commissione e sarà ulteriormente modificato dall'Aula, è composto da 13 articoli e si basa su tre pilastri per l'azione di contrasto alla corruzione. La prima parte riguarda le misure per la prevenzione del fenomeno e prevede un Piano nazionale anticorruzione e una Rete nazionale anticorruzione che riguarda la pubblica amministrazione.

Una seconda parte riguarda una serie di norme sui controlli negli enti locali mentre una terza parte contiene disposizioni per la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione.

Questa parte è la più delicata perché contiene norme per la ineleggibilità in caso di condanna definitiva, con aggravamento delle pene, per diversi reati riguardanti la corruzione, il peculato, la malversazione, ecc.