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Bersani: "Al referendum si vince facile"

"Sarà come a Milano, ma l'esecutivo non cadrà entro la fine della legislatura"

© Ap/Lapresse

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Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, confessa di non aspettarsi un nuovo governo da qui alla fine della legislatura. Incalzato dalle domande dei giornalisti, che gli chiedono se, secondo lui, vi sia la possibilità di vedere un nuovo esecutivo, Bersani risponde: "Sono più per il no". Ma sugli esiti del referendum, il segretario del Pd non ha dubbi: "Si vince facile" come a Milano.

"Bisogna abituarsi a vincere, perché il Pd e il centrosinistra vinceranno. Ma questo non mi lascia svagato: c'è tutta la percezione della sfida enorme che ci attende", continua Bersani nel corso della presentazione del suo libro 'Per una buona ragione'. "Il Pd deve darsi il fisico per i successi che avremo - ha aggiunto - siamo al tramonto fiammeggiante" dell'era Berlusconi, ma "non ci attende un'ora X, né questa è la fine di una sola persona, perché il Paese deve riprendere alcuni fondamentali perché negli anni sono entrati nelle vene del Paese anche concetti sbagliati".

Tornando al futuro del governo, Bersani ha chiarito che "il Pd è disponibile a vedere anche un brevissimo tragitto che ci consenta di modificare questa legge elettorale. A giudicare dai giudizi espressi sulla legge da Berlusconi, tuttavia, ritengo altamente improbabile" che questo esecutivo collabori a una modifica in questo senso.

"Tutti sono benvenuti alle primarie"
Nessuna selezione, ma ci sia un progetto concreto. E' questo in sintesi il pensiero di Pier Luigi Bersani in merito alle primarie per la leadership del centrosinistra. "Sono tutti benvenuti, non c'è Bersani che si mette di traverso", ha detto, ma il processo deve avvenire "nella politica, perché senza buone istituzioni e buon civismo si finisce a pettinare le bambole. Io ci sono - ha ribadito Bersani - ma non mi metto prima del progetto. Non possiamo fare le primarie se uno va a Roma, un altro a Berlino, un altro a Madrid. Ci vuole prima la costruzione di un progetto, una piattaforma comune, poi vediamo chi è in grado di interpretarla".

"Santoro? Berlusconi non ci guadagna, risbucherà"

Dalla cancellazione di Annozero dal palinsesto Rai "non so se ci guadagnerà Berlusconi, perché Santoro tanto risbucherà. E' la Rai che ci rimette di sicuro". Bersani ha ribadito la necessità di "mettere mano al meccanismo" della tv pubblica, perché la cacciata di Santoro "è un guaio enorme, una scelta sbagliata", ma c'è più in generale da risolvere la questione della governance: "Via il parlamentino, entri il codice civile, un amministratore delegato, indirizzi parlamentari sulla funzione del servizio pubblico, un'autorità garante che realizzi il pluralismo. Io - ha chiarito Bersani - non intendo avere persone nella Rai.