L'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio è stato condannato a 4 anni e un milione e mezzo di multa per aggiotaggio nel processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta. La pena, decisa dai giudici di Milano, la prima condanna penale ad un governatore di Bankitalia, è maggiore della richiesta di 3 anni fatta dai pm. Inflitti 3 anni a Giovanni Consorte, ex presidente di Unipol, e 1 anno e 8 mesi per l'ex ad di Bpi, Gianpiero Fiorani.
Anche il senatore Luigi Grillo è stato condannato, per lui 2 anni e 8 mesi di reclusione. Mentre è stato assolto Francesco Frasca, l'ex capo della vigilanza di Bankitalia. I magistrati hanno poi disposto la confisca di 39,6 milioni di euro a Unipol, che dovrà versare una sanzione di 900mila euro. La società è imputata come persona giuridica al processo sulla tentata scalata ad Antonveneta da parte di Bpi. La sentenza arriva a quattro anni di distanza dall'avvio dell'inchiesta della Procura di Milano sull'Opa.
Fazio: "Sicuro di aver operato sempre per il bene"
"Sono sicuro di avere sempre operato per il bene e sono convinto che questa sentenza vada riformata" ha commentato l'ex governatore di Banca d'Italia, Antonio Fazio, al telefono con uno dei suoi legali.
Il difensore: "Sentenza ingiusta"
Uno dei suoi difensori, l'avvocato Roberto Borgogno, ha spiegato che Fazio vive questa sentenza come "una grande ingiustizia". Il legale, che assiste anche Francesco Frasca, l'ex capo della vigilanza, che è stato assolto, ha commentato: "Alla soddisfazione per l'assoluzione di Frasca si accoppia l'amarezza per la costatazione che giustizia è stata fatta solo a metà". Per il suo legale, "la pena piu' grave per Fazio si giustifica per la sua posizione istituzionale". Il difensore ha ribadito che la sentenza è "ingiusta nel merito e nelle dimensioni. Credo, inoltre, abbiano ritenuto attendibili le dichiarazione del dottor Fiorani (che aveva accusato l'allora "amico" Fazio, ndr) rese in questo processo e che per noi sono inattendibili".
Consorte: "Sentenza inattesa e sconcertante"
Per l'ex presidente Unipol, Giovanni Consorte, si tratta di una "sentenza assolutamente inattesa, sconcertante per tanti versi". "Dal dibattito processuale - ha detto - sia secondo me sia secondo i miei legali, non era emerso nessun elemento a nostro carico. Evidentemente era una sentenza già scritta nel 2005". Poi: "Porto avanti questa via crucis. Quando sarò in cima al Golgota spero di non essere crocifisso". Consorte si è detto "sereno per non aver commesso un reato".
Bpi: "Fiorani in aula ha detto verità"
"Fiorani in aula ha detto solo la verità, il suo non è stato un racconto inventato ed evidentemente ha convinto il Tribunale". Lo ha detto l'avvocato Carlo Cicorella, che insieme al collega Michele Apicella difende l'ex ad di Banca Popolare Italiana. La pena inflitta a Fiorani è in continuazione con i 3 anni e 3 mesi già patteggiati nell'ambito della stessa vicenda ma per il reato di appropriazione indebita. L'avvocato Cicorella ha aggiunto, parlando della sentenza di oggi, di non potersi "lamentare", in quanto il verdetto è in linea "con quello che era il trend iniziato anni fa".
(nella seconda pagina le tappe fondamentali della vicenda)
Le tappe fondamentali della vicenda
2 maggio 2007
La Procura di Milano avvia le indagini sulla scalata e apre un fascicolo contro ignoti per aggiotaggio sull'Opa di Bpl ad Antonveneta. E' la data d'inizio dell'inchiesta che frantumerà il "sogno" di Gianpiero Fiorani, rampante leader del piccolo istituto di credito lodigiano, di scalare il gigante Antonveneta contro gli olandesi di Abn Amro. Pochi giorni dopo, il 17 maggio, Fiorani, Emilio Gnutti e altre 21 persone vengono iscritte nel registro degli indagati dalla Procura milanese.
25 luglio 2007
I pm sequestrano tutti i titoli dell'istituto padovano detenuti da Bpi, e dai concertisti, gli alleati Emilio Gnutti, Stefano Ricucci, i fratelli Lonati e Danilo Coppola. Dal decreto che dispone il sequestro delle azioni emerge un'intercettazione telefonica tra il governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, e Fiorani, che, secondo i pm, rappresenta la prova di un accordo fra i pattisti, che avrebbero rastrellato azioni Antonveneta attraverso società finanziate da Bpl.
2 agosto 2007
Il gip Clementina Forleo convalida il sequestro delle azioni in portafoglio ai concertisti e notifica anche la misura interdittiva nei confronti di Fiorani e del direttore centrale finanza, Gianfranco Boni.
16 settembre 2007
Fiorani si dimette dalla carica di amministratore delegato di Bpl. La decisione arriva dopo una nuova ipotesi di reato a suo carico. Oltre che di aggiotaggio, insider trading e ostacolo all'attività di vigilanza della Consob, deve rispondere anche di falsa dichiarazione a pubblico ufficiale. L'accusa lascia intravedere l'ipotesi di un arricchimento personale attraverso finanziamenti della sua stessa banca con il coinvolgimento di alcuni prestanome. A dicembre, l'inchiesta si allarga e vengono indagati l'intero consiglio di amministrazione di Bpi (ex Bpl) e il presidente di Unipol, Giovanni Consorte.
Il Gip di Milano, Clementina Forleo, trasmette al Parlamento 68 telefonate sulle 73 che coinvolgono esponenti politici, nell'ambito delle inchieste Antonveneta-Bnl-Rcs e nelle due ordinanze che accompagnano la richiesta di autorizzazione a procedere, non risparmia pesanti accuse nei confronti dei 6 politici "intercettati" definendoli senza mezzi termini "complici di un disegno criminoso". Tra questi, il senatore del Pdl Luigi Grillo.
23 maggio 2008
Il gup di Milano, Luigi Varanelli, davanti al quale si è svolta l'udienza preliminare, ratifica 58 patteggiamenti di persone fisiche e sei di società. Tra coloro i quali escono dal processo c'è Stefano Ricucci (un anno di pena); patteggiano solo una parte delle accuse Fiorani (tre anni e tre mesi) e Consorte (dieci mesi). Grazie a questi patteggiamenti, nelle casse dello Stato vanno oltre 120 milioni di euro, "frutto" dei reati emersi nel corso dell'inchiesta. Al termine dell'udienza preliminare, il gup rinvia a giudizio Fazio e altre 16 persone.
23 ottobre 2008
Si apre il processo davanti ai giudici della seconda sezione penale.
10 febbraio 2010
E' il giorno di Fiorani. Interrogato in aula, racconta che nella primavera del 2005 "Fazio mi disse che noi dovevamo superare il 50% per far fallire l'Opa di Abn Ambro. Queste cose si ricordano come fossero incubi di notte. Queste cose vengono fuori tutte le notti da 5 anni e mezzo. Ricordo non solo le parole, ma anche le fattezze e il modo in cui Fazio le ha dette".
13 gennaio 2010
Fazio parla per sei ore al processo, repinge le accuse e accusa Fiorani di averlo tradito: "Ha ordito una trama fraudolenta al solo scopo di trarre in inganno me e gli uffici di vigilanza per conseguire i suoi obiettivi".
23 febbraio 2011
I pm chiedono tre anni di reclusione per Fazio, un anno e tre mesi per Fiorani in continuazione con la pena gia' patteggiata, tre anni per gli ex vertici di Unipol Gianni Consorte e Ivano Sacchetti. Due anni e un mese per il parlamentare del Pdl Luigi Grillo, un anno e tre mesi per Francesco Frasca, ex responsabile della vigilanza a Banca d'Italia. Chieste condanne severe anche per le società, tra cui la confisca di 39,6 milioni per Unipol, imputata per la violazione della legge 231 del 2001 sulla responsabilità delle aziende per i reati commessi dai propri dipendenti.