Il ruolo di Cosima

Michele Misseri pressato dalla moglie per scagionare Sabrina

Cosima "avvocato" della figlia: "Quella sta in carcere per le tue falsità"

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Interroga, chiede dettagli, incalza, corregge, si arrabbia. Cosima Serrano, nelle conversazioni col marito Michele Misseri rese note dall’ordinanza, non sembra la zia disperata di una bambina uccisa o la madre affranta all’idea che quella morte si stata causata dal marito, no. Le sue preoccupazioni sono tutte per la figlia Sabrina, oggi in carcere anche a seguito delle dichiarazione e delle lettere scritte dal padre.

Nelle conversazioni col marito la donna appare lucida: presumendo di essere intercettata, Cosima insiste nel cercare di far confermare al marito le ricostruzioni fatte dalla figlia circa le dinamiche dei momenti salienti del pomeriggio in cui Sarah Scazzi fu uccisa . Una sorta di controesame in cui la madre indossa le vesti di avvocato difensore della figlia. Ecco alcuni passaggi: Cosima . “Miche’, quando se ne stava andando la Sabrina, ha chiamato e il telefono ha squillato allora…”. Michele: “Sì, il telefono è squillato”. Cosima: “Eh, e poi come è sbattuto là?”. Michele: “Che cosa?... No, quando è caduto a terra io…”. Cosima: “Allora quando se ne sono andate la Mariangela con la Sabrina tu stavi davanti al portone?”.

Quando le ricostruzioni di Michele discordano da quanto già trascritto la moglie si arrabbia. Cosima: “Miche’, non sai neanche tu la verità. Una volta dici in un modo…”. Michele: “No, la verità è quella!”. Cosima: “…E un’altra volta dici in altro modo…”. Michele: “Non ho cambiato niente, alla lettera sta scritto”. In alcuni passaggi la moglie sembra suggerire dettagli che potrebbero giovare alla posizione della figlia. Cosima: “Tu hai scritto che Sabrina ti ha domandato se avessi visto la Sarah, ma tu la Sarah già l’avevi uccisa e gli hai detto “eventualmente la Sarah sta a casa sua…”. L’uomo a tratti sembra soccombere all’insistenza della moglie. “Cosima: “Io so che a me mi hai detto una volta in una maniera e una volta l’altra”. Michele: “Sì, va bene come dici tu”. Cosima: “Quello è, che io parlo sempre a occhio e tu parli sempre giusto. E la verità non esce mai”. Michele: “Allora prima che parli… parla prima con le ragazze”.

In alcuni passaggi la madre si spende a lungo nella difesa di Sabrina: “Quando sono andata là quella stava proprio dormendo, poi si è svegliata e ha detto “devo chiamare la Sarah”. Ma infine perde la pazienza: “Ci hai messo tutti in un casino, pure la Emma e tutti. Quello che diciamo noi, diciamo tutti le falsità e ci mettono dentro”. Michele: “Tanto se esco io te l’ho detto che fine faccio”. Cosima: “ Sì, beato te, intanto quella marcisce qua per le falsità che dici. Tu sei l’unico innocente, quando ti faranno uscire sarai san Michele il contadino di Avetrana”.