Dopo le dimissioni di Dominique Strauss-Kahn, si profila un braccio di ferro fra il Vecchio continente e i Paesi emergenti per la successione al vertice del Fondo monetario internazionale. Se l'Ue definisce "naturale" il fatto che alla presidenza sia chiamato un cittadino europeo - la favorita sarebbe il ministro delle finanze francese, Christine Lagarde - i Paesi emergenti premono per veder riconosciuto il loro ruolo all'interno dell'Fmi.
"La decisione - affermano fonti Ue - sarà presa molto presto, forse già a Deauville la prossima settimana", quando seduti intorno al tavolo del G8 ci saranno i maggiori contribuenti dell'Fmi, dai principali Paesi europei agli Usa. Il dibattito si preannuncia però aspro. L'Ue, a quanto si apprende, proporrà il nome di Christine Lagarde, nella speranza di riconfermare una presidente francese e di rispettare quella regola non scritta per cui la guida del Fondo deve andare ad un europeo e quella della Banca mondiale ad uno statunitense. "Ha la giusta reputazione, dentro e fuori l'Unione europea. Reputazione amplificata dall'attuale presidenza francese del G20", si spiega. Anche gli Stati Uniti avrebbero già confermato l'appoggio alla Lagarde.
Christine Lagarde ha dalla sua parte il fatto di essere una donna. "Quello che è successo con Strauss-Kahn sottolinea quanto importante sarebbe avere una donna in quel ruolo", osserva Kenneth Rogoff, ex capo economista Fmi adesso docente ad Harvard, citato dal New York Times. Se ottenesse il posto, aggiunge Rogoff, sarebbe la prima donna alla guida di una grande istituzione finanziaria internazionale. "E' una donna che colpisce, politicamente astuta e dalla forte personalità".
La prospettiva, tuttavia, non piace ai Paesi emergenti che da tempo chiedono un ruolo di primo piano all'interno dell'Fmi. La Cina, in particolare, ha chiesto che la scelta della nuova leadership avvenga seguendo "criteri di merito, trasparenza ed equilibrio". In una lettera inviata ai membri del G20, anche il ministro delle Finanze brasiliano, Guido Mantega, ha sottolineato come sia ormai "finito il tempo in cui questo importante incarico è riservato a un cittadino europeo. Nessuna nazionalità deve essere esclusa e nessuna preferenza regionale può limitare la scelta del migliore candidato possibile", ha aggiunto Mantega.
Nel dibattito in vista della successione di Strauss-Kahn sono intervenuti anche i paesi ex sovietici della Comunità degli Stati Indipendenti che candidano il governatore della banca centrale kazaka, Grigory Marchenko, alla guida del Fondo monetario internazionale. Lo ha annunciato il premier kazako Karim Maximov. "Il consiglio dei capi di governo della Csi sostiene la candidatura di Grigory Marchenko al Fmi" ha scritto Maximov. Marchenko, 52 anni, è dal 2009 al suo secondo mandato alla guida della banca centrale del Kazakistan.
Chi è Christine Lagarde
Alta, elegante, ex capo della sede Usa dello studio legale Baker & McKenzie e attuale ministro delle finanze francese, Christine Lagarde ha vissuto per 25 anni negli Stati Uniti, vantando conoscenze illustri tanto a Washington che a Wall Street. In un'intervista con Christiane Amanpour su ABC, la Lagarde aveva detto che le donne "mettono sul lavoro meno libido e meno testosterone" degli uomini, parole che oggi suonano come presagio dello scandalo Strauss-Kahn, osserva il Nyt.