Uniti nella sfida a Berlusconi. E' il Terzo polo, e non la sinistra, la vera alternativa per i moderati al premier e all'estremismo del Pdl: è il messaggio che Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini lanciano da Bologna chiudendo la campagna elettorale per le Amministrative.
Fini muove al governo Berlusconi un'accusa durissima: "Oggi il tricolore e l'Inno nazionale sono diventati, per responsabilità di questo governo, un elemento distintivo ed identitario della sinistra italiana. Ma siamo noi a doverli innalzare questi simboli", scandisce il presidente della Camera sostenendo che "il Pdl ammaina il tricolore perché non vuole dispiacere" ad una Lega che, ammette, per certi aspetti è la padrona d'Italia come ha detto recentemente Umberto Bossi.
Fini e Casini chiedono il consenso dei moderati per fermare la "continua ordalia" dei pro e contro Berlusconi, la "politica dell'Ok Corral" contro cui si è espresso il presidente Napolitano cui, osserva il presidente della Camera, "tutti plaudono per fare subito dopo esattamente il contrario".
"In questa campagna elettorale - accusa Fini - Berlusconi è stato bravissimo a far sì che non si parlasse dei problemi delle città su cui dovrebbe rendere conto di ciò che e' stato fatto. Perche', gli piaccia o meno, per 8 degli ultimi 10 anni l'inquilino di palazzo Chigi e' stato lui. Grida al complotto per spostare l'attenzione dai problemi reali. Noi invece - puntualizza - vogliamo mettere nell'agenda politica il rispetto al posto della quotidiana ordalia. Io e Casini siamo convinti che ci sia un potenziale consenso verso il Terzo Polo da parte di chi cerca una nuova strada rispetto allo scontro quotidiano. Perché - conclude - il bipolarismo non può essere basato solo sulla delegittimazione o sulle palate di fango". .
Per Casini Berlusconi "vuole dividere il Paese, perché così può evocare i fantasmi del passato e riproporsi con una rendita di posizione". La campagna elettorale come "una metafora dell'Italia: tutti urlano, tutti insolentiscono e le battute di Berlusconi sono spesso una scemata. Chi, come il candidato del Terzo polo a Bologna, si sforza di parlare di problemi è minoritario". E la metafora del Pdl - accusa il centrista - è la Santanchè, le idee del Pdl sono quelle della Santanchè, ovvero quelle più estreme della vita politica italiana. Per questo il Terzo Polo è la via per mettere fine al "derby permanente".