La guerra all’evasione Irpef , tassa sull’affitto, ha trovato una nuova, micidiale, arma nel decreto legislativo sul federalismo municipale in vigore dallo scorso 7 aprile. Saranno gli inquilini a denunciare i proprietari “evasori” ottenendo in cambio un risparmio sull’affitto. Uno sconto appetibile, che, in certi casi, potrà raggiungere persino il 90% del totale.
Chi denuncia, infatti, potrà godere di un contratto regolare, 4 anni più 4, e di un canone “pari al triplo della rendita catastale” decisamente più bassa rispetto ai prezzi di mercato.
Gli affittuari avranno tempo fino al prossimo 6 giugno per regolarizzare da soli la propria posizione. Poi saranno nelle mani degli inquilini. E dopo il 6 giugno, se denunciati, dovranno pagare anche doppie sanzioni. Una situazione che, secondo l’Agenzia delle Entrate, riguarda in Italia circa mezzo milione di persone. Ci sono poi i falsi comodati di alloggio gratuito e contratti registrati con somme inferiori rispetto a quelle percepite. Un fenomeno che costa allo Stato circa un miliardo di euro l’anno.
Cifre a doppi zeri che però, a guardare i dati, non stupiscono. Secondo una ricerca de Il Sole 24 Ore a Milano e a Roma i contratti in nero rappresenterebbero, infatti, almeno il 33%-46% del totale. A Potenza si arriverebbe addirittura al 67%. La norma si unisce a quella della cedolare secca che prevede un’imposta forfettaria al posto del prelievo Irpef: 21% dell’importo dell’affitto per i contratti liberi, 19% per quelli concordati.