Body art

Il piercing si fa estremo

Ma in tanti si "pentono" del tatuaggio

© IberPress News

Le mezze misure non sono di moda. Da un lato ci sono i fanatici del piercing, alla scoperta di sensazioni sempre più forti e di prove estreme a cui sottoporre il proprio fisico, dalla'altro ci sono quelli che fanno carte false per liberarsi di un tatuaggio, segno di appartenenza che ormai si considera superato e ingombrante.  

L'ultima frontiera del body piercing si chiama "pulling" o sospensione: consiste nel farsi sospendere da terra grazie a ganci inseriti nella pelle, restando in trazione anche per ore. Chi si sottopone a quella che pare una cruenta forma di tortura per lo più dichiara di non avvertire dolore: in altri casi si tratta di persone alla ricerca di nuove sensazioni o desiderose di sperimentare i limiti del proprio corpo. Questa passione da brivido sta coinvolgendo numeri crescenti di persone anche in Italia. Il guru italiano del  "mondo delle sospensioni" si chiama Bruno Valsecchi, presidente  dell'Associazione piercers tatuatori professionisti italiani (Aptpi) e organizzatore del "Suscon" italiano, l'evento dedicato a questa pratica.  "Ogni anno - spiega Valsecchi - registriamo il doppio di richieste di partecipazione ai nostri eventi e seminari. E non parliamo di appassionati di piercing o tatuaggi. Ma di professori universitari, docenti, artisti o semplici curiosi, mondi trasversali, che vogliono provare in tutta sicurezza questa antica pratica rituale". 
Il pulling prevede infatti tre diversi approcci: rituale, sperimentale e ludico, arricchiti poi da diverse varianti: dinamico, statico, outdoor e indoor. Ognuno può stimolare reazioni diverse e intense. I ganci utilizzati sono di vario tipo e i materiali vengono inseriti sotto la pelle con aghi monouso. Si può utilizzare un solo gancio, oppure 20 o 50, a seconda dell'effetto che si vuole ottenere. Secondo l'esperto, la pelle subisce solo piccole cicatrici. "Una persona competente, massaggiando la cute, riesce a intravederne lo spessore, e capire la tipologia di ipoderma. In questo modo si scelgono le dimensioni degli aghi da utilizzare e la disposizione dei ganci". L'importante è affidarsi a personale qualificato, che utilizzi strumenti sterili e monouso per garantire la necessaria igiene, e che sappia individuare i punti corretti di "aggancio". "Ci sono infiniti  punti delle pelle a cui appendersi - afferma il presidente - gli organi non vengono mai toccati. Si può stare tranquillamente sospesi per 30 minuti come per un'ora o anche di più". Ma che cosa cercano le persone che si sottopongono a queste pratiche estreme?  "Curiosità, sperimentazione, emozione e libertà" spiega Valsecchi - La reazione della persona in sospensione, non è di sofferenza, ma di estrema serenità. E chi è semplice spettatore recepisce e fa propria questa sensazione. La vive e condivide". 

© Dal Web

Antropologicamente, la pratica del body piercing ha origini molto antiche. Oltre a essere usata a scopi ornamentali o di distinzione tra classi sociali nelle tribù e nelle civiltà antiche di tutto il mondo, essa veniva praticata anche come rito di passaggio, ad esempio per marcare il superamento dell'età adolescenziale.
Ma, nel variopinto mondo della body art, non manca chi, dopo essersi sottoposto a un tatuaggio, decide di fare marcia indietro. In Italia, negli ultimi tre anni é arrivata al 30% la quota di chi decide di farlo cancellare. Ezio Maria Nicodemi, chirurgo plastico dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata (Idi) di Roma, spiega: ''Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini attorno ai 30 anni che per motivi di inserimento sociale sono 'costretti' a prendere questa decisione. Ci sono molte professioni, infatti, in cui ogni tipo di disegno sul corpo è bandito''. Per le donne le motivazioni sono più di carattere sentimentale. ''Spesso c'è di mezzo un fidanzato ormai ex e una storia d'amore andata a finire male. Ma tante ragazze chiedono di rimuovere il tatuaggio che hanno sulla pancia in vista di una gravidanza, in seguito alla quale il tattoo potrebbe rovinarsi''. E poi ci sono i cosiddetti "rinnovatori", cioè chi decide di togliere un tatuaggio in un punto per farselo rifare in un altro. Il metodo di cancellazione più utilizzato è il laser Q-switched, che emette impulsi di elevata energia, distruggendo il pigmento senza danni per la pelle.