Torna alla ribalta uno dei fenomeni più stilosi ed eclettici in assoluto nel panorama discografico italiano degli ultimi dieci anni. Dopo l'esperienza con i Planet Funk e i The Servant, Dan Black si presenta con il debuto da solista "Un". "Per questo disco - spiega Black a Tgcom - mi sono imposto la regola di non avere regole. A differenza del passato volevo essere libero di sperimentare, muovermi in qualunque direzione".
Venuto prepotentemente alla ribalta grazie alla collaborazione con i Planet Funk nell'album di platino "Non Zero Sumness" di cui è stato autore e interprete dei singoli "Who Said", "Inside All The People", "The Switch" e "Paraffin"; chi non ricorda il suo bizzarro modo di muoversi sul palco e nei video? Nel 2004 dimostra di essere maturo come artista portando al successo in Italia e in Francia con 300.000 album venduti i The Servant grazie all'omonimo album che includeva le hit "Orchestra" e "Liquefy".
Adesso, forte del successo del suo recente tour sold out in USA, dopo aver diviso il palco con Robyn e Kelis ed essere stato protagonista dei festival più importanti Glastonbury e Coachella, Black è pronto a conquistare ancora una volta il cuore dei suoi fanitaliani grazie al suo primo album solista pubblicato a fine Marzo su Ego e anticipato dal primo singolo "Symphonies" in coppia con Kid Cudi.
"Un" arriva in Italia in realtà quasi un anno e mezzo dopo la sua pubblicazione negli Stati Uniti e in Inghilterra. Qual è la sua forza attuale?
Io sono ancora molto dentro quell'album perché ho passato l'ultimo anno a suonarlo dal vivo. Credo che fotografi molto bene come mi sentivo al momento della sua realizzazione. "Un" è stato il risultato di una fase della mia vita molto importante. Ho terminato la mia esperienza con i Servant, non avevo un management, tutti i miei contratti discografici si erano conclusi. Mi sono trasferito a vivere a Parigi e ho ricominciato una nuova vita completamente autonomo. Se guardo a quelle canzoni e a quei testi, fotografano quel momento della mia vita, tanto importante e segnato da molti timori.
Un periodo molto diverso da quello che stai vivendo attualmente?
Ora la situazione è per certi versi analoga. Perché sto realizzando il secondo album nel mio studio parigino e anche adesso avverto tensione e qualche timore. Perché sento le aspettative di chi ha amato "Un" e vorrei essere alla loro altezza anche se i nuovi pezzi sono diversi e quindi c'è sempre il timore che qualcuno non prenda bene il cambio di direzione. Il futuro è sempre un'incognita.
Non ti sembra strano lavorare su un nuovo album e vedere al contempo il suo predecessore prendere nuova vita?
Questo è una situazione lavorativa comune a molti artisti al giorno d'oggi. Sto componendo e registrando i brani nuovi e allo stesso tempo mi trovo a realizzare un video per una delle vecchie canzoni. Così è come se stessi lavorando in contemporanea su due diversi album. D'altro canto mi rendo conto che ci vuole del tempo per fare arrivare il disco in maniera capillare in più Paesi del mondo possibile. Ma in fondo mi piace. Mi piace l'inizio di un cammino, la sua fase centrale e la conclusione.
(NELLA PAGINA SEGUENTE IL VIDEO DI "ALONE" E LA CONCLUSIONE DELL'INTERVISTA)