cinque domande cinque

VERSO IL VOTO - "5 DOMANDE 5" A Tgcom i candidati di Milano

I papabili alla poltrona di primo cittadino si confrontano

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Il 15 e il 16 maggio si terranno le elezioni amministrative. Sono 1310 i comuni italiani che andranno al voto e tra questi 11 vantano una popolazione superiore a 100.000 abitanti: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Ravenna, Cagliari, Rimini, Salerno, Latina e Novara. Una delle sfide particolarmente incandescenti è quella della città meneghina dove il testa a testa tra il sindaco Letizia Moratti e lo sfidante per eccellenza Giuliano Pisapia lascia poco spazio a rapide previsioni. Tgcom ha raggiunto i candidati-sindaco del capoluogo lombardo per sentire che aria tira in piena campagna elettorale. 

Nel 2015 Milano ospiterà l’Expo. Alla fine come si farà? A parte il discorso delle infrastrutture, cosa resterà alla città?

LETIZIA MORATTI(sostenuta da Pdl - Lega Nord - Milano al Centro - Nuovo Psi - La Destra - Progetto Milano Migliore - Unione Italiana Librandi per Milano - Giovani per Expo insieme a Letizia - Io amo Milano - Pensioni e Lavoro - Alleanza di Centro - Popolari Italia Domani)
“Expo è uno straordinario progetto nazionale, un grande laboratorio che partendo dal tema, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, farà di Milano lo snodo di una rete capace di portare in ogni Paese risorse per la valorizzazione del capitale umano, della qualità della vita, della sicurezza alimentare, dell’innovazione nel campo dell’agro-alimentare e della biodiversità. La prima grande eredità di Expo non sarà un’opera architettonica ma un Centro per lo Sviluppo Sostenibile, simbolo dell’eccellenza della ricerca e della cooperazione internazione nel campo della sostenibilità.

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Penso poi a quello che sarà il parco più grande d’Europa, 800 ettari di verde dalla Darsena al Sito espositivo, e alla valorizzazione dei circuiti turistici di Milano e dell’Italia. Expo porterà a Milano circa 20 milioni di visitatori. Sarà una sfida mondiale che muoverà un giro d’affari, in termini di produzione aggiuntiva, di 69 miliardi di euro, creando, tra il 2011 e il 2020 mediamente circa 61mila nuovi posti di lavoro ogni anno. Di questi circa 10mila persone saranno impiegate in attività legate all’incremento del turismo, 19mila riguarderanno professioni altamente specializzate come ingegneri civili, edili, meccanici, elettronici, informatici, architetti e tecnici addetti alla sicurezza, 12mila saranno le professioni intermedie e 30mila addetti alla costruzione delle opere e al sito espositivo. Infine le nuove infrastrutture, i cui lavori sono già partiti, saranno la grande occasione per promuovere la competitività di tutto il sistema Italia”.

GIULIANO PISAPIA(conta sull'appoggio di Pd - Sel - Idv - Verdi Ecologisti per Milano - Lista Bonino e Pannella - Sinistra per Pisapia - Milano civica per Pisapia e Lista civica Milly Moratti per Pisapia)
"Expo deve essere un propulsore di nuovo sviluppo economico, per Milano e anche oltre i suoi confini. Con la creazione di nuovi posti di lavoro reali, al di là degli effetti annuncio. Questo è quello che Expo deve lasciare a Milano. E questo quindi sarà l’obiettivo che ci porterà a stendere le nostre strategie e i nostri piani avendo coscienza di dover recuperare un sacco di tempo sprecato in indecisioni e guerriglie politiche in seno al centrodestra".

MATTIA CALISE: (Movimento Cinque Stelle)
"Speriamo che non rimangano solo cattedrali nel deserto e cementificazione selvaggia. Il rischio dell’Expo è che sia un grande progetto sulla carta ma che invece si trasformi in un boomerang per l’Italia con il pericolo di una figuraccia derivante dai continui litigi nella politica al governo di Milano e con le lobbies interessate agli affari correlati. Tutte le risorse mobilitate per questo mega evento da 19esimo secolo potevano essere invece mobilitate per iniziative più da 21esimo secolo: banda larga, energie rinnovabili, sviluppo sostenibile". 

GIANCARLO PAGLIARINI: (Lega Padana Lombardia e Lista civica Giancarlo Pagliarini per federalismo)
"A me il progetto è sempre piaciuto per le infrastrutture, soprattutto MM, che senza Expo (e senza riforma federale) Milano non riuscirebbe a costruire. Buono anche il progetto di Cascina Merlata: ma anche questo è infrastruttura. Il resto sarà verde. Non dimentichi che il 12 Giugno votiamo i cinque referendum di iniziativa popolare referendaria per la qualità dell'ambiente e la mobilità sostenibile a Milano (io mi sono impegnato molto ed ho autenticato una buona parte delle 25.000 firme). Il terzo quesito è intitolato: richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per conservare il futuro parco dell’area EXPO, e la domanda è questa: Volete voi che il Comune di Milano adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie a garantire la conservazione integrale del parco agroalimentare che sarà realizzato sul sito EXPO e la sua connessione al sistema delle aree verdi e delle acque?. Sono sicuro che stravinceremo".

FABRIZIO MONTUORI: (Partito Comunista dei Lavoratori)
"Io penso che la città di Milano, intesa sia come pubblica amministrazione che come comunità di persone che vi risiedono e lavorano, non avrà nulla di positivo da trarre da una manifestazione come Expo; anzi ne subirà la pesante ricaduta di problemi. La stessa candidatura all’Expo 2015 ed i progetti che si sono via via succeduti confermano tutta la povertà politica, urbanistica e di prospettiva di chi governa la città. Ci saranno opere di potenziamento della viabilità su gomma, che oltre a sconvolgere gli attuali assetti dei territori interessati e determinare impatti fortemente negativi agli abitanti degli stessi territori, non farà altro che attrarre ulteriore traffico veicolare, aumentando congestionamento ed inquinamento. Esattamente ciò che va evitato, Sul versante lavoro non andrà meglio: i tempi cominciano a farsi stretti, fra soli 4 anni Expo dovrebbe partire. Sicuramente la legislazione e le normative speciali, il nuovo sindaco di Milano sarà commissario straordinario per l’Expo, giustificate dalla fretta consentiranno di aggirare anche sul piano della gestione del personale impiegato nella realizzazione del sito Expo e delle opere connesse le già labili norme a tutela della sicurezza e del corretto inquadramento retributivo e normativo dei lavoratori. Senza contare gli affari d’oro che si aprirebbero per le varie organizzazioni malavitose nella gestione degli enormi appalti su costruzioni, movimentazione terra, bonifiche e gestione rifiuti. Tutto a Milano per l’Expo è sacrificabile: diritti e cultura, ambiente e spazi sociali. Ci sarà una nuova speculazione finanziaria ed immobiliare. La mia proposta è che Milano rinunci unilateralmente ad ospitare Expo 2015 ,costruendo un movimento più ampio per l’abolizione della Legge Obiettivo e che utilizzi parte dei fondi ad esso destinati per una campagna straordinaria di realizzazione di opere pubbliche entro il 2015, sotto lo stretto controllo della Giunta e delle rappresentanze dei lavoratori".

 CARLA DE ALBERTIS: (La Tua Milano)
"Mancano solo 4 anni all’appuntamento con Expo, sono pochi e ne sono stati sprecati troppi, ma se li useremo con l’obiettivo di instaurare azioni che rimangano al nostro territorio, è ancora possibile fare di Expo una “opportunità”. È necessario innanzitutto impegnarsi in una battaglia a livello europeo per poter dare precedenza alle imprese del nostro territorio che rischiano di restare escluse da questa opportunità. Il Comune di Milano deve essere capofila di questa iniziativa che deve coinvolgere tutte le istituzioni competenti e interessate. È poi necessaria da subito una vera strategia affinché non ci siano interventi scoordinati dotando il territorio di sistemi infrastrutturali innovativi “a sistema”. Un’importante valorizzazione del patrimonio artistico e culturale ed una corretta comunicazione delle eccellenze del nostro territorio sarà un “plus” la cui ricaduta resterà anche dopo Expo. Il grande parco di Expo dovrà divenire un “laboratorio permanente” di ricerca nel campo agro-alimentare ed energetico".

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Il fenomeno delle baby gang si è diffuso molto in questi anni e riguarda anche Milano, soprattutto le zone degradate delle città. C’è un progetto di riqualificazione delle periferie? E per i quartieri ad alto tasso di immigrati qual è la sua idea per una efficace politica di integrazione? C’è, secondo lei, il rischio che queste realtà possano esplodere come è accaduto nelle banlieue di Parigi?

LETIZIA MORATTI: “Garantire la sicurezza dei cittadini è da sempre una priorità di questa amministrazione. È bene ricordare che negli ultimi 3 anni i reati, a cominciare dalle rapine, sono diminuiti del 48%. Un calo dovuto a un grande lavoro di prevenzione sempre più capillare. Con il progetto “Contrasto Degrado” abbiamo rafforzato i controlli anche in periferia. Si tratta di un piano che assicura un pattugliamento costante, a velocità ridotta, di tutte le vie della nostra città da parte di unità speciali, incaricate di contrastare fenomeni di degrado e di illegalità, in stretto raccordo con i vigili di quartiere. Dal monitoraggio del territorio la Polizia Locale ha realizzato la Mappa del rischio, un sistema avanzato che consente alle Forze dell’Ordine, anche Questura e Prefettura se ne avvalgono, di conoscere in tempo reale le maggiori criticità cittadine. Stiamo lavorando, inoltre, per promuovere l’integrazione e rinforzare il tessuto sociale dei quartiere più a rischio della città attraverso un lavoro di confronto e collaborazione costante con le associazioni, le parrocchie, le scuole, i circoli culturali e sportivi che operano sul territorio. Gli episodi di violenza che in passato hanno segnato anche la nostra città sono un problema comune a tutte le grandi metropoli, non vanno però confusi con la rivolta delle banlieue parigine, di fatto una rivolta contro lo Stato”.

GIULIANO PISAPIA: "Il rischio c’è se le situazioni non vengono gestite all’insegna dell’integrazione e del rispetto delle regole da parte di tutti. Dico quindi no ai coprifuoco imposti ai quartieri per riportare un ordine che non può che rivelarsi fittizio. Per essere più sicuri, i quartieri e le loro strade hanno bisogno di luce, di vita e di vigili di quartiere solidali con i cittadini. Le periferie milanesi dovranno essere più collegate al centro della città ed essere cantiere di iniziative culturali diffuse, a partire dalle biblioteche di quartiere, in un proficuo interscambio periferia-centro".

MATTIA CALISE: "L’immigrazione da sempre in Italia e soprattutto a Milano è un fenomeno non governato ma sopportato e malgestito. Dal rapporto Caritas sui migranti emerge che essi pagano più tasse e contributi dei servizi che ricevono. Se il Comune di Milano destinasse una parte del suo cospicuo bilancio sulle politiche sociali, 260 milioni di euro, alle politiche di integrazione degli immigrati e di riqualificazione delle periferie degradate sicuramente otterremmo migliori risultati rispetto alle ordinanze autoritarie di chiusura serale di locali in alcuni quartieri caldi di Milano. Ma sappiamo che questo non sarà possibile per la presenza della Lega al governo nazionale e nella giunta milanese. Di conseguenza vedo come alto il rischio di tensioni sociali nelle periferie milanesi, di cui questa giunta si assumerebbe le responsabilità".

GIANCARLO PAGLIARINI: "Il paese non genera ricchezza, i milanesi sono sempre più poveri e il rischio banlieu c’è davvero! Milano deve essere più autonoma anche fiscalmente : è l’unico modo per poter attirare capitali dall’estero ed avere più lavoro. E il sindaco deve avere più poteri anche per l’ordine pubblico. Ricorda cosa ha scritto Einaudi nel 1944? Il titolo era Via il prefetto !”.

 FABRIZIO MONTUORI: "Il fenomeno delle baby gang o della microcriminalità è un problema che riguarda tutte le maggiori città europee e mondiali. E’ necessario intervenire con reali politiche d’integrazione, soprattutto gli enti locali e la scuola devono attivare progetti per creare le condizioni di una vera politica d’integrazione. Non è possibile che nella nostra città ci siano delle zone ghetto che diventano appetibili per il reclutamento della criminalità. La questione immigrati per il Comune di Milano è stata affrontata con la repressione: tante belle ruspe ,la militarizzazione e con una spesa che è costata, fino ad ora, ai cittadini milanesi quasi 11 milioni di Euro. Io propongo politiche di integrazione, progetti che mirino a restituire la dignità ai Rom Sinti ed a tutti gli immigrati. Per i Rom e Sinti che hanno nella loro cultura il nomadismo dare dei Campi Transitori, non come quelli intesi dalla Giunta Moratti, dove possono trascorrere giornate nel rispetto della loro dignità e delle loro tradizioni. Inoltre per quelli che vogliono diventare sedentari trovare delle sistemazioni nell’edilizia di proprietà comunale per facilitarne l’inserimento sociale. Non si deve replicare la soluzione De Corato nel trasferirli continuamente sotto i ponti per far credere che il problema sia sparito dalla città. Per evitare i rischi parigini è necessario prevedere da parte del Comune un piano d’investimento straordinario indirizzato verso i giovani delle periferie che preveda l’attivazione di centri sociali, centri ricreativi, centri di aggregazione, istituzione di corsi di qualificazione professionale territoriale per formarli in previsione del lavoro. Solo investendo denaro si evitano le esplosioni parigine".

CARLA DE ALBERTIS: "Il rischio “banlieue” c’è e, in questo momento, con gli sbarchi dal Nord Africa e le vicende internazionali si alza anche il rischio terrorismo, verso il quale non bisogna abbassare la guardia. Si dovrà potenziare il controllo del territorio investendo risorse in uomini e mezzi idonei, creando poi presidi fissi nelle zone a rischio. A Milano vivono persone di diverse provenienze e religioni che ci rispettano e chi noi rispettiamo. Chi non “convive civilmente” con noi è perché non lo vuole. E su questo bisogna gire con rigore, perché chi vuole stare qui deve rispettare le nostre leggi e le nostre regole".

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L’Ue ha ammonito Milano perché spesso ha sforato i limiti delle polveri sottili presenti nell’aria consentiti dalla legge. C’è un progetto che vada oltre i provvedimenti-tampone finora presi, come ad esempio le domeniche ecologiche?

LETIZIA MORATTI: “Nel 2008 il Comune di Milano ha introdotto Ecopass che prevede un pedaggio di ingresso nel centro della città a carico dei veicoli più inquinanti. Dalla sua attivazione il Pm10 allo scarico dei veicoli in ingresso alla Cerchia dei Bastioni è diminuito del 17% e nei dodici mesi del 2010 sono stati registrati 86 superamenti della soglia a fronte dei 149 del 2006. In questo senso intendiamo proseguire nelle misure strutturali per eliminare il traffico inquinante e rafforzare le misure di disincentivazione del traffico normale. In questi anni sono state potenziate le linee di metropolitana, le corsie preferenziali per i mezzi pubblici e le piste ciclabili. Sono stati tolti dalla strada i mezzi inquinanti di AMSA e ATM e sostituiti con mezzi ecologici. È stato avviato con successo il programma di car sharing e di bike sharing. È stato potenziato il teleriscaldamento, la cui rete ora serve 230mila abitazioni ed entro il 2012 servirà 488mila cittadini. Vogliamo andare avanti in questa direzione e tutte le misure in atto verranno rafforzate”.

GIULIANO PISAPIA: "Milano deve tornare a essere una città dall’aria respirabile. Ecopass è stata una scelta coraggiosa, ma non ha dato i risultati promessi. Bisogna cambiare. Gli esperti suggeriscono il modello di Londra, dove gli incassi vengono usati per potenziare il trasporto pubblico, e i risultati positivi sia per il traffico sia per l’inquinamento sono evidenti a tutti. Per ridurre il numero delle auto in circolazione, sono a favore in ogni caso di piste ciclabili degne di tal nome, a differenza delle piste (ciclo)elettorali della giunta Moratti, pericolose per ciclisti e pedoni. E non è differibile la riconversione energetica di tutti gli edifici comunali. Le domeniche a piedi, infine, servono come momenti di festa perché tutti si possano riappropriare dello spazio pubblico cittadino. Vanno quindi decise con largo anticipo e non come misura d’emergenza".

MATTIA CALISE: "Stiamo lavorando su un progetto concreto di incentivo alla sostituzione delle vecchie caldaie nei condomini perché va ricordato che il riscaldamento con tecnologie obsolete ed altamente inquinanti è una delle concause più pesanti nella situazione dell’aria milanese e sulla quale il Comune non ha fatto nulla. Inoltre, non molti sanno che soltanto nel 2009, il Comune di Milano ha acquistato 62 autobus Diesel, mentre nelle altre città europee si acquistano ormai solo a metano ed a Londra addirittura a idrogeno. Quindi anche: potenziamento del trasporto pubblico con mezzi ecologicamente sostenibili".

GIANCARLO PAGLIARINI: "Anche su questo si vota il 12 Giugno. Aggiungo che nelle grandi città cinesi gli scooter sono tutti elettrici: chiaro che per questo operativamente la giunta non può fere granché, ma culturalmente può fare moltissimo".

FABRIZIO MONTUORI: "Io sono per una drastica riduzione dell’auto privata legata ad una politica seria di trasporto pubblico. L’auto è il principale fattore di inquinamento visto che immette circa il 60% delle polveri sottili e degli ossidi di azoto. A Milano si è ampiamente sforato il limite dei giorni (35) in cui la legge stabilisce che i valori minimi per le polveri sottili non possano essere superati, superandolo per 108 giorni nel corso del 2009. A fare le spese di questa situazione sono in particolare gli anziani ed i bambini. Questa situazione non è più tollerabile. Penso che “l’interesse pubblico” è in primo luogo la salvaguardia della salute dei cittadini, della quale il sindaco è persino formalmente responsabile, nell’ambito comunale. Sono favorevole all’ incentivo di interventi specifici come la sostituzione del metodo Ecopass con la chiusura al traffico privato di un’ampia zona del centro, la creazione delle “isole ambientali”, di nuove aree pedonali, l’estensione delle aree di sosta per residenti. La salute dei cittadini deve essere uno delle principali responsabilità del primo cittadino. Bisogna sempre prestare massima attenzione ai problemi della salute".

CARLA DE ALBERTIS: "Fui contraria all’Ecopass fin dal 2007 quando, proprio per questo la Moratti mi tolse le deleghe di Assessore alla Salute. Pertanto abolirò l’Ecopass provvedimento inutile per traffico ed ambiente e imposterò invece una politica di più ampio respiro – regionale e oltre – incentrata sulla sostituzione delle caldaie e dei mezzi pubblici inquinanti e non sulla penalizzazione del cittadino. Le “domeniche a piedi” possono essere gradevoli, ma non certo utili dal punto di vista ambientale. Milano infatti può e deve diventare leader nel campo della sostenibilità ambientale e a questo obiettivo dovrà essere finalizzata ogni politica nel campo dei trasporti e delle costruzioni. Si dovrà promuovere la realizzazione di infrastrutture materiali (metropolitane) e immateriali (fibra ottica) per mettere in rete la città e i servizi pubblici e stimolare quindi lo spostamento delle richieste al posto di quello delle persone e dei veicoli. Ci proponiamo di attuare una politica di premialità per progetti che presentano l’utilizzo di materiali e tecniche eco-compatibili e di prodotti edilizi “industriali” (con data certa di produzione e scadenza) e per progetti che assicurino un bassissimo impatto acustico ed elevati risparmi energetici. Bisognerà incentivare l’utilizzo di auto elettriche ed ovviamente dotare la città di adeguati punti di rifornimento".

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Il 12 giugno i milanesi saranno chiamati a votare anche i referendum sulla mobilità. Come voterà? Qual è la sua ricetta per migliorare quella milanese?

LETIZIA MORATTI: “In occasione dei referendum nazionali, fissati per il 12 e 13 giugno, ho disposto che i milanesi siano chiamati a esprimersi anche sui cinque quesiti civici. Una scelta dettata dalla volontà di incentivare la partecipazione alle consultazioni referendarie e garantire, al tempo stesso, un importante risparmio di risorse comunali. Personalmente voterò sì a tutti e cinque i referendum. Per quanto riguarda la mobilità Milano propone un modello innovativo di mobilità urbana, basato su un’offerta integrata di diversi mezzi di trasporto pubblico. Abbiamo investito molto per migliorare i collegamenti urbani ed extraurbani realizzando due nuove linee metropolitane, prolungando quelle già esistenti e incrementando le corse dei mezzi di superficie nelle ore di punta. Stiamo incrementando il Bike-sharing: sono già partiti i lavori della seconda fase che porterà a Milano 203 stazioni e 3.650 biciclette. E, infine, grazie al nuovo Piano di Governo del Territorio sarà molto più semplice muoversi in città: ogni abitazione, infatti, avrà una fermata di metropolitana e servizi entro 500 metri”.

GIULIANO PISAPIA: "Ovviamente il mio voto sarà sì. La mobilità sostenibile è infatti uno dei punti qualificanti del mio programma per una Milano più vivibile. Strumenti? E’ necessario rispettare i tempi di realizzazione delle nuove linee e fermate della metropolitana, aumentare le corsie preferenziali e la frequenza delle corse per i mezzi pubblici di superficie".

MATTIA CALISE: "Voterò si a 3 quesiti, no a 2: Ecopass e Teleriscaldamento. L'estensione dell'Ecopass, una sorta di pollution charge, non ci piace perchè di fatto autorizza chi paga ad inquinare, mentre l'obiettivo è educare tutti all'uso di alternative ai mezzi privati inquinanti. No anche sul Teleriscaldamento perchè basato sull’incenerimento dei rifiuti per il quale noi siamo nettamente contrari. Le nostre proposte in ambito mobilità, inserite nel nostro programma: precedenza a ciclisti e pedoni e limite di 30 km/h nelle zone residenziali, rieducare gli automobilisti ad una guida e ad una sosta consapevole e rispettosa, presidio più efficace del territorio e del traffico da parte della Polizia Locale, con più agenti in strada e nei quartieri e meno negli uffici, promuovere con più forza politiche per incentivare l’utilizzo delle biciclette per gli spostamenti in città e infine coinvolgere comitati, associazioni e cittadini nelle decisioni riguardo i trasporti e la viabilità".

GIANCARLO PAGLIARINI: "Come voto? Diamine, voto si per tutti cinque: sono stato tra i promotori di questo progetto. Bravi che ve ne siete ricordati".

FABRIZIO MONTUORI: "Per quanto riguarda i referendum questa sarà la mia posizione: per il referendum consultivo d’indirizzo per ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di “Ecopass” e la pedonalizzazione del centro Voterò NO perché contrario all’ecopass che reputo un ladrocinio. Per il referendum - consultivo d’indirizzo per raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo voterò SI, Milano ha bisogna di più verde e meno cemento. Per il referendum consultivo d’indirizzo per conservare il futuro parco dell’area Expo voterò NO perché sono contrario all’EXPO, è necessario salvaguardare i parchi dell’intero Hinterland milanese Per il referendum consultivo d’indirizzo per il risparmio energetico e la riduzione dell’emissione dei gas serra Voterò SI perché c’è bisogno di un serio sviluppo di energie rinnovabili Per il Referendum consultivo d’indirizzo per la riapertura del sistema dei Navigli milanesi Voterò NO. Pur essendo d’accordo sulla riapertura dei Navigli sono contrario che ciò avvenga con la dismissione del patrimonio immobiliare comunale".

CARLA DE ALBERTIS: "Questi referendum sono formulati in maniera scorretta, inesatta e strumentale. Non si può, ad esempio, chiedere nella stessa domanda se si vogliono potenziare i mezzi pubblici e se si vuole potenziare Ecopass. I punti sono plurimi nella stessa domanda e contengono dei trabocchetti ai cittadini. Chi non vorrebbe potenziare i mezzi pubblici? chi non vorrebbe veder curato e aumentato il verde? Quindi non li voterò e non andrò ad avallare questa ulteriore immensa spesa di soldi pubblici per domande poco chiare e accorpate in maniera scorretta".

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Un tweet per spiegare ai più giovani il suo programma: ha a disposizione soltanto 140 caratteri...

LETIZIA MORATTI: “Voglio una Milano sempre più vivibile, verde e sicura. Una città capace di garantire a tutti i suoi cittadini una casa, opportunità di lavoro, di conoscenza, di ricerca, di cultura e di divertimento”.

GIULIANO PISAPIA: "Milano viva anche di notte. Ricca di spazi d'incontro creativi. Collegata col mondo. Capace di ascoltare i desideri dei giovani. Illuminata!"

MATTIA CALISE: "Behchenepensi di riprenderti il tuo futuro, partecipare in prima persona alla politica e non delegare a nessuno le scelte che ti riguardano?".

GIANCARLO PAGLIARINI:   "In Giunta ci siano rappresentanti della maggioranza e anche della minoranza: basta con l’assurdo 'muro contro muro' dei partiti politici che blocca la nostra città".

FABRIZIO MONTUORI: "Milano da città del profitto deve diventare una città a dimensione d’uomo. Si deve investire sui giovani: garantendo spazi di aggregazione e di socializzazione, perché siamo il futuro".

CARLA DE ALBERTIS: "Milano deve essere davvero la Tua Milano e non quella di altri, non terra di conquista di organizzazioni mafiose e di chi non si vuole integrare e vuole dettare le sue regole. Priorità ai milanesi".