tgfin

Borsa, l’aereo piace di meno

Titoli a rischio per petrolio e Iraq

Di Big Trader

E' a rischio la tenuta sui listini azionari dei titoli delle compagnie aeree, soprattutto di quelle più grandi. Infatti, pare proprio che i recenti rincari del petrolio e l'avvicinarsi inesorabile della guerra di Bush a Saddam spaventino oltremodo molti operatori, che, in via prudenziale, starebbero già allontanando i propri portafogli dal comparto del trasporto aereo civile. A questa tendenza sembra non sfuggire nemmeno Alitalia.

Lo scenario davvero non può sorprendere: sempre, davanti a qualche grosso rischio, le Borse si ritraggono, scegliendo valori-rifugio. Non è certo una novità e, quindi, che la prima parte del 2003 rischi di essere a tinte fosche per i titoli dei grandi vettori aerei è altamente probabile. In diverse sale operative questa aria si avverte ormai in modo molto evidente. Dunque, da questo scenario a rischio non è certo immune la nostrana Alitalia. Oltretutto, anche se forse se ne parla ancora poco, le prospettive di futuro business per la compagnia aerea numero uno in Italia potrebbero non essere così rosee: i nuovi concorrenti a basso costo, che in Europa ne hanno già combinate delle belle ai vettori più blasonati, stanno arrivando anche sulle piste del nostro paese, reclamando prepotentemente quote di mercato.

Insomma, arrivano i “discount del cielo” con i loro prezzi stracciati e questo per la gloriosa Alitalia non rappresenta certo uno scenario incoraggiante. Basta citare la spietata Ryanair irlandese per far venire l’orticaria ai manager della compagnia italiana. Proprio la Ryanair, con le sue offerte all’ultimo centesimo, ha già fatto vacillare in Germania la potente Lufthansa ed ora promette di “fare danni” in Italia.

Tutto questo, quindi, si aggiunge agli effetti della crisi irachena e si può capire che il “cocktail” che ne viene fuori possa essere davvero troppo aspro e indigesto per molti operatori finanziari, che preferiscono sorseggiare qualcosa di più tranquillo e rassicurante.