cronaca

Truffa a nome di Striscia

Ma il tg satirico li incastra in tv

La truffa è stata tentata, ma Striscia la notizia è arrivata prima. La cosa bizzarra è che è proprio a nome di Striscia, la giornalista Paola Rossi e l'intermediario Franco Dolce, si sono presentati ai due sindaci di Asiago e Roana chiedendo 52mila euro in cambio dei servizi del tg satirico. I due sindaci, però, hanno chiesto informazioni alla fonte. Un'occasione golosa per Antonio Ricci che ha smascherato i due proprio su Striscia.

I truffatori hanno contattato i due sindaci Francesco Gattolin e Davide Bolzon, primi cittadini rispettivamente dei comuni di Asiago e Roana, chiedendo 52mila euro. Questo è il prezzo che Striscia la notizia chiederebbe per dare voce alle proteste degli italiani. Una bustarella di un centinaio di milioni di vecchie lire e i servizi sul tg satirico più famoso d'Italia sarebbero assicurati.

I due politici però hanno voluto vederci chiaro. E' bastata una telefonata in redazione e tutto si è spiegato. Antonio Ricci è caduto dalle nuvole, ma non si è fatto sfuggire l'occasione di portare a casa l'ennesimo scoop. Dopo Vanna Marchi, il tubo Tucker e il guaritore filippino, ora è la volta dei truffatori in nome di Striscia.

Con tanto di telecamere nascoste sono stati immortalati mentre facevano le loro richieste e raccontavano aneddoti sui personaggi del mondo dello spettacolo come Maurizio Costanzo, Marco Columbro e Alessia Marcuzzi.

Su più bello, però, sono entrati in scena i due inviati più famosi di Ricci, Gimmi Ghione e Valerio Staffelli. Questa volta, però, niente tapiri, si parla già di denunce. Per ora, i carabinieri di Canove ipotizzano il reato di tentata truffa. I militari hanno agito d'ufficio, poiché Francesco Gattolin e Davide Bolzon, i due primi cittadini, non hanno presentato denuncia. Il reato è ipotizzato nei confronti delle tre persone che avrebbero chiesto 52mila euro in cambio dell'intervento della trasmissione di Antonio Ricci.