I carabinieri di Ascoli hanno ascoltato alcune persone che potrebbero essere collegate o avere informazioni utili per incastrare il killer di Carmela-Melania Rea. Dopo un summit dei magistrati ascolani, che hanno fatto il punto della situazione, oggi le indagini hanno ricevuto, sembra, un ulteriore impulso, e sono in corso diverse attività investigative. Intanto sono state dissequestrate le aree in è stato trovato il cadavere della vittima.
Intanto le Procure di Ascoli Piceno e Teramo, che indagano sulla scomparsa e la morte della mamma 29enne, lanciano un appello all'uomo che mercoledì ha telefonato da una cabina in Piazza San Francesco a Teramo al 113 per avvisare che c'era un cadavere di donna nel Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella.
''Non deve avere paura'', gli fanno sapere gli inquirenti, convinti che l'uomo non abbia nulla a che fare con il delitto e che potrebbe invece fornire elementi utili alle indagini.
Carabinieri: "Scena del crimine ricostruita per depistare"
La scena del crimine, nel caso dell'omicidio di Melania Rea, appare disorganizzata e ricostruita ad arte, ma in modo ingenuo, per depistare gli investigatori. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli, Alessandro Patrizio, spiegando che sul luogo in cui è stato ritrovato il cadavere della donna c'è un "ordine creato" dall'omicida ed è stata "montata una scena alternativa".
Il riferimento, in particolare, è alla siringa e al laccio emostatico ritrovati in loco, con cui si presume che il killer abbia voluto indirizzare le indagini verso un'altra pista, magari quella della droga.