Sono arrivati a centinaia a Bulciago, nel Lecchese, il paese di Vittorio "Vik" Arrigoni, l'attivista umanitario ucciso il 14 aprile a Gaza, per i suoi funerali. Il centro del paese è stato invaso da decine di bandiere italiane, palestinesi e delle pace. Presente l'inviato da Parigi della televisione Al Jazeera. Da Gaza è arrivata anche una delegazione.
Tanti i giovani giunti da tutta Italia e dall'estero portando foto di Vik o indossando magliette con la scritta "Vik - Restiamo Umani". Tra le corone sistemate davanti alla camera ardente una di fiori rossi, sul nastro la scritta in nero "Il manifesto" e una copia del quotidiano dedicata a Vik. Come colonna sonora "Bella ciao".
Ad aprire il corteo funebre una quindicina di sindaci della zona (la mamma di Vittorio, Egidia Beretta, è primo cittadino di Bulciago), quindi i familiari e gli amici. La messa, una funzione cantata più pasquale che esequiale come ha ripeuto nei giorni scorsi il parroco Don Fabrizio, è stata celebrata oltre che da mons. Capucci, arcivescovo emerito di Gerusalemme, dal parroco, dall'ex parroco Don Felice e da Don Virgilio, vicario episcopale.
La madre: "Difendeva i diritti"
''Vittorio non è né un eroe né un martire ma solo un ragazzo che ha voluto riaffermare con una vita speciale che i diritti umani vanno sempre rispettati e difesi''. Lo ha detto, con la voce rotta dall'emozione, la mamma di Vittorio Arrigoni, Egidia Beretta, chiudendo il lungo addio al figlio, ucciso il 14 aprile a Gaza.