Dennis Quaid ha affidato a Newsweek l'outing sul suo passato, confidandosi con sincerità e crudezza, e senza troppa retorica. L'attore racconta che la cocaina è stata il suo "errore preferito", che la polvere bianca era parte dei budget dei film in cui recitava, e che la droga veniva sniffata anche sui set.
"Il mio rapporto con la droga è iniziato quasi per caso, quando nel 1974 ho lasciato il college e mi sono trasferito a Los Angeles - racconta Quaid -, tutti usavano cocaina alle feste, e a quel tempo era perfino nei bilanci dei film, sotto voci sottilmente alterate". Lampi di verità sulla vita del jet set cinematografico negli anni 70 e 80: "Si tirava anche sui set, era come prendere un cocktail".
E così la droga si è insinuata nella vita dell'attore. "Per me, che provenivo da una famiglia piccolo borghese di Houston, era difficile essere a Hollywood e gestire un successo e una fama che, in quel momento, neanche mi sembrava di meritare", è la riflessione dell'attore: "E intanto la mia vita andava a rotoli". Anni di vita sregolata, che gli valsero la reputazione di "bad boy", ragazzaccio, in cui dormiva un'ora a notte e sniffava cocaina senza sosta: "La dipendenza ti trattiene dal vivere, in sostanza passi il tempo a nasconderti dalla vita".
Poi la svolta, al China Club di Los Angeles. "Ero lì per suonare con la mia band, gli Eclectics - sono i ricordi di Quaid - e quella sera ci sciogliemmo, semplicemente perchè, come nel film The Commitments, tutto era diventato troppo folle". Momenti amari, che però folgorarono l'attore: "Quella sera compresi chiaramente che se non avessi cambiato strada sarei morto nel giro di cinque anni, e il giorno dopo ero in disintossicazione".
Il periodo del recupero, negli anni 90, passato per il fiasco cinematografico di "Wilder Napalm" del 1993, è stato fondamentale nella vita di Dennis Quaid. "Quell'esperienza mi ha dato la volontà e la capacità perseverare nella vita mi ha insegnato l'umiltà e mi ha portato ad apprezzare davvero quello che ho nella vita".