SCONTRO ROMA-BRUXELLES

Maroni attacca la Ue: "Lasciati soli con gli immigrati, che unione è?"

Calderoli rincara la dose: "Europa egoista, ora serve un blocco navale a difesa delle nostre acque e dei nostri confini"

© Ap/Lapresse

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Proseguono gli sbarchi a Lampedusa, mentre la Francia ribadisce che rispedirà in Italia i tunisini irregolari e annunciato il potenziamento dei controlli. E il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine del vertice a Lussemburgo (conclusosi con un nulla di fatto) non nasconde l'ira nei confronti dell'Unione europea: "Siamo stati lasciati soli, che senso ha allora la Ue?". E Calderoli rincara: "Europa egoista, serve un blocco navale".

Trapani, tunisini in fuga dalla tendopoli
Una cinquantina di tunisini sono fuggiti dalla tendopoli allestita a Chinisia, nei pressi dell'aeroporto di Trapani Birgi, dove sono ospitati complessivamente 700 extracomunitari sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa. Fino ad ora le forze dell'ordine hanno bloccato una decina di fuggitivi. Ricerche e battute sono in corso nella zona. 

Berlusconi chiama Maroni: "Linea condivisa"

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha telefonato al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per illustrargli l'esito del Consiglio Ue Affari interni, tenutosi oggi a Lussemburgo, dedicato all'emergenza immigrazione. Da parte del Premier - a quanto si apprende - è stata condivisa la linea italiana espressa da Maroni, secondo la quale il nostro paese e' stato lasciato solo dall'Europea nella gestione dell'emergenza immigrati.

Bersani: "Europa non ci ritiene credibili"
"Se noi non abbiamo credibilità sufficiente, in Europa non avremo mai ascolto". Lo ha detto il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, a Napoli, in merito alla vicenda immigrazione. "Abbiamo avuto 50mila kosovari in questo Paese - dice Bersani ., abbiamo risposto con razionalità, umanità e abbiamo ottenuto la solidarietàdell'Unione europea. Come dice Frattini, per una volta giustamente, il problema è politico"

Calderoli: "Europa egoista, ora blocco navale"
"Dopo l'egoistica e anticomunitaria posizione assunta oggi dall'Europa nei confronti di uno Stato membro, diventa obbligatorio e urgente predisporre un blocco navale assoluto a difesa delle nostre acque e dei nostri confini, come peraltro previsto nell'accordo siglato dal ministro degli Interni, Roberto Maroni, con il Governo tunisino". Lo ha detto il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. Il ministro chiede poi il ritiro delle nostre truppe dalle missioni internazionali: "Appare insostenibile, in una fase di crisi economica internazionale e di fronte a un'emergenza umanitaria che rischia, per noi, di trasformarsi in un'invasione, spendere qualcosa come un miliardo e mezzo di euro l'anno per 30 missioni militari, dicasi 30 missioni, in ben 22 Paesi del mondo per un totale di circa 8mila uomini complessivamente impegnati! Pensiamo a casa nostra prima che diventi quella di altri".

L'ira di Maroni

Il consiglio dei ministri sull'immigrazione è stato "deludente" per l'Italia. Tanto che il ministro Maroni lo ha lasciato dicendo: "Meglio soli che male accompagnati". "L'Italia è stata lasciata da sola, che senso ha allora far parte dell'Ue?", ha aggiunto sintetizzando l'esito della riunione dei ministri dell'Interno dell'Unione europea, svoltasi a Lussemburgo sull'emergenza immigrazione.

La Francia: "Più controlli, rimanderemo in Italia gli irregolari"
La Francia rispedirà in Italia gli immigrati tunisini "non in regola": lo ha ribadito il ministro francese dell'Interno, Claude Guéant, spiegando che "utilizzeremo tutti i mezzi legale per fare rispettare la convenzione di Schengen". Il ministro ha sottolineato come i tunisini provenienti dall'italia in devono rispettare le condizioni poste dalla Convenzione di Schengen, cioè disporre di un passaporto e di avere denaro e risorse a sufficienza per restare in Francia e poter tornare in Tunisia. Gueant ha quindi aggiunto di aver "deciso di mobilitare anche una compagnia repubblicana di sicurezza" per incrementare i controlli alla frontiera italo-francese.

Sull'isola tensioni tra immigrati
Dopo che i primi 30 immigrati sono partiti per essere rimpatriati in Tunisia, altrettanti connazionali sono saliti sul tetto del centro di accoglienza di Lampedusa e hanno improvvisato una protesta al grido di "Libertà, libertà". Sono intervenuti gli agenti in assetto anti sommossa e li hanno fatti scendere riconducendoli alla calma. Donne e bambini immigrati si sono riparati nelle infermerie delle organizzazioni umanitarie.

"Norme di protezione sono premature"
Secondo la  la commissaria Cecilia Malmstrom, attivare la direttiva europea per la protezione temporanea dei rifugiati ''è prematuro". La Malmstrom la ha ribadito da Lussemburgo - dove è in corso il Consiglio dei ministri degli interni della Ue - ricordando come quelle norme risalgano alla crisi del Kosovo, e quindi riguardano una situazione di ''centinaia di migliaia di profughi''. ''E noi - ha aggiunto - non siamo ancora a questo punto''. 

Niente balletti di responsabilità

"Lavorare in piena sinergia istituzionale e' essenziale. Siamo in presenza di sfide che si affrontano e si vincono tutti insieme, Unione europea in testa, o c'è il rischio di alimentare sterili balletti di responsabilita' e rifugiarsi in inutili polemiche che non aiutano ad affrontare il problema". L'ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando a Marsala dell'emergenza immigrazione.

In partenza
E' in partenza da Lampedusa un primo volo con a bordo 30 immigrati che verranno rimpatriati a Tunisi nell'ambito dell'accordo siglato dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, con le autorità tunisine. Gli immigrati sono stati portati all'aeroporto a bordo di un pullman e successivamente perquisiti in maniera dettagliata. Ogni tunisino è accompagnato da due uomini delle forze di polizia.

Frattini rassicura
"Abbiamo sempre rispettato i principi dell'accordo Schengen, la distribuzione di permessi temporanei e' assolutamente in linea con Schengen". Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, assicurando che "il governo italiano vuole chiedere un maggiore impegno dell'Europa. Bisogna fare molto di più ed è possibile".

Napolitano: "Uniti all'Unione Europea"
"Il mio animo è per un impegno forte dell'Italia in Europa anche in tema di immigrazione. Sono fuori discussione posizioni di ritorsione o dispetto o addirittura ipotesi di separazione". Lo ha detto Giorgio Napolitano al ministro Franco Frattini durante una telefonata. Il capo dello Stato si è detto preoccupato per alcune dichiarazioni fuori misura di esponenti del governo di fronte alle difficoltà opposte dall'Ue sull'emergenza clandestini.

A Civitavecchia 400 immigrati

E' arrivata nel porto di Civitavecchia la motonave della Tirrenia "Flaminia" con 400 immigrati tunisini provenienti da Lampedusa. Di questi, 60 raggiungeranno in pullman l'ex caserma locale De Carolis, dove si uniranno ai 648 connazionali presenti da martedì, e ai 77 provenienti dal Cie di Ponte Galeria. Altri 300 saranno trasferiti in Umbria. Altri 56 saranno distribuiti tra i cie di Campobasso, Caserta e Crotone.

Frattini: "Se Ue non gestisce, fine integrazione"
Se la Ue "rinuncia alla sua funzione fondamentale di gestione di una questione epocale, di uno tsnunami umano che coinvolge centinaia di migliaia di persone, come questione semplicemente italiana o italo-francese o italo-spagnola, sarebbe davvero la fine di quell'integrazione forte che noi vogliamo nell'Unione europea". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, per il quale la il nodo immigrati è "europeo e non nazionale".

Viminale: "Nulla di nuovo dalla Ue"
Non c'è "nulla di nuovo" nella lettera inviata dal commissario Malmstrom. Lo dicono fonti del Viminale. Il fatto che il permesso temporaneo di soggiorno concesso dall'Italia non faccia scattare automaticamente la libera circolazione nell'area Schengen, spiegano al Viminale, "è cosa nota, perché devono anche essere rispettate una serie di condizioni previste dal Trattato che per noi, in questo caso, sono rispettate". Quanto al fatto che non ci sono le condizioni per attuare la direttiva 55 del 2001 sulla protezione temporanea, al ministero fanno notare che lo stesso Maroni giovedì scorso in Parlamento aveva riconosciuto che diversi Paesi erano contrari.

Ue: "Decreto Italia non apre a libera circolazione"
Il decreto firmato giovedì da Berlusconi non fa scattare "automaticamente" la libera circolazione nell'area Schengen. Lo ha scritto la Commissaria europea Cecilia Malmstrom, in una lettera inviata al ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Nella missiva si sottolinea anche che, "al momento", "non sussistono le condizioni" per attivare la direttiva 55 del 2001 sulla "protezione temporanea".

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