"L'Europa non può chiudere gli occhi e dire "questo lo risolvete voi". No, non deve essere così'". E' quanto afferma in un'intervista esclusiva a Tgcom, Mons. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti (il ministero vaticano che si occupa di immigrazione) parlando dell'emergenza profughi di questi giorni.
"Quello attuale è un problema che si sta sviluppando nel nostro mare, il 'mare nostrum', il Mediterraneo, ma non può toccare solo i Paesi del Sud dell'Europa. A Bruxelles credo che con questa nuova emergenza si sia raggiunta una maggiore sensibilità" ha detto l'Arcivescovo che tiene informato periodicamente Papa Benedetto XVI sull'emergenza in corso.
Riferendosi alla soluzione di permessi di soggiorno temporanei, Mons. Vegliò ha commentato dicendo che "questi non sono la soluzione dell’intera questione che fa appello alla sinergia di tutti gli organismi nazionali e internazionali. Ma possono essere" - ha continuato l'arcivescovo - "una via per quanti arrivano dalla Tunisia. Chi arriva dalla Libia invece, con una guerra in corso, avrebbe bisogno di una protezione temporanea di un minimo di tre anni, come prevede l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati".
L'arcivescovo ha voluto anche esprimere la propria vicinanza a tutti i migranti che approdano sulle nostre coste, con un pensiero per chi ha perso la vita in mare: "Siamo molto vicini ai migranti che arrivano in queste ore dai Paesi del Nord Africa: Il Santo Padre è informato e la Chiesa non è assente e agisce. Tutti però possiamo fare sempre di più. Anche la Chiesa può fare sempre di più, ma fa! Molte volte, tante persone parlano e non fanno niente".