Il ministero dell'Interno francese ha inviato a tutti i suoi prefetti una circolare in cui ricorda cinque regole rigide per l'ingresso in Francia da "un Paese terzo" membro dello spazio Schengen. Gli immigrati devono essere in possesso "o di un documento di soggiorno e del passaporto", "o di un'autorizzazione di soggiorno e un documento di viaggio". Devono anche "avere risorse sufficienti" e "non rappresentare una minaccia per l'ordine pubblico".
La Francia fissa cinque condizioni
La circolare spiega che gli immigrati provenienti da un Paese Schengen "possono effettuare in Francia soggiorni che non superino i tre mesi" ma devono rispettare diverse condizioni: essere in possesso "o di un documento di soggiorno valido emesso da uno stato membro dello spazio Schengen e del proprio passaporto", "o di un'autorizzazione provvisoria di soggiorno valida, emessa da uno stato membro, accompagnata da un documento di viaggio emesso dallo stesso stato membro". "In ognuna di queste ipotesi, questi titoli di soggiorno e autorizzazioni provvisorie di soggiorno - viene spiegato ai prefetti - sono accettabili soltanto se notificate alla Commissione europea dallo stato che li ha emessi".
Oltre a "un documento di soggiorno valido" e "un documento di viaggio valido riconosciuto dalla Francia", gli stranieri interessati devono "giustificare di avere risorse sufficienti" e di "non rappresentare con la loro presenza in Francia una minaccia per l'ordine pubblico".
I prefetti sono invitati a "verificare se le cinque condizioni sono tutte soddisfatte. In ogni altro caso, gli stranieri vengono riconsegnati allo stato membro di provenienza".
Ministro Gueant: "Rispediremo indietro l'ondata"
Il ministro dell'Interno francese, Claude Gueant, ha poi rincarato la dose. Parigi, ha detto il ministro, non vuole "subire un'ondata di immigrazione" tunisina dall'Italia, Paese in cui rispedirà candidati al soggiorno in Francia che non soddisfino le condizioni di identità e di risorse richieste.
"Respingeremo anche chi ha visto temporaneo dell'Italia"
Gueant ha dichiarato anche che i permessi di soggiorno temporaneo italiani rilasciati agli immigrati per motivi umanitari non escludono la possibilità che gli immigrati siano respinti dalla Francia e rinviati in Italia. Per il ministro dell'Interno francese questi permessi non sono sufficienti per evitare agli immigrati di essere rinviati in Italia. Per circolare "all'interno dello spazio Schengen - ha spiegato il ministro - non basta avere un'autorizzazione di soggiorno in uno degli stati membri ma sono necessari documenti di identità e, soprattutto, una giustificazione di risorse".
Maroni: "Basta ostilità da Francia, applichi Schengen"
C'è un "atteggiamento di ostilità" della Francia nei confronti dell'Italia sul fronte dell'immigrazione dalla Tunisia. E' la prima reazione del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso di un'informativa al Senato. Poi, annunciando in giornata la firma del decreto del presidente del Consiglio che concede il permesso di soggiorno temporaneo a chi è arrivato in Italia fino a ieri, escluse alcune categorie, ha sottolineato: "Il provvedimento consente la libera circolazione nei Paesi europei e visto che la stragrande maggioranza delle persone arrivate in Italia ha detto che vuole andare soprattutto in Francia, noi pensiamo che debba esserci un'iniziativa comune tra Italia e Francia per gestire il fenomeno". Finora però, ha aggiunto il ministro, "da Parigi c'è stato un atteggiamento di ostilità. La libera circolazione nell'area Schengen è garantita da regole che devono essere rispettate. Di questo discuteremo il 26 nel vertice con Sarkozy" ha concluso il titolare del Viminale.
Berlusconi firma il decreto sui permessi temporanei
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato il decreto del presidente del Consiglio sui permessi di soggiorno temporanei. Lo ha reso noto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
Cartello su Maroni, Camera sospende Zazzera (Idv)
Per aver esposto il cartello "Maroni assassino" in Aula il deputato dell'Idv, Pierfelice Zazzera è stato sospeso con censura per due giorni da Montecitorio. Lo ha stabilito il collegio dei Questori della Camera dei deputati nel corso dell'Ufficio di presidenza. Il ministro Roberto Maroni ritiene l'incidente chiuso: "Non sono permaloso, con le scuse per me l'incidente è chiuso". Il parlamentare aveva infatti ammesso: di aver "superato il limite e per questo chiedo scusa" e di "non aver voluto fare un attacco personale al ministro ma una provocazione e denuncia politica per quanto sta accadendo con i migranti".