caos "generali"

"Geronzi lascia Generali? Tornerà la calma"

Giuseppe De Filippi spiega i perché di una decisione prevedibile

© LaPresse

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Sorprendenti, ma fino a un certo punto. Le dimissioni del presidente di Generali, Cesare Geronzi, sono destinate a riportare il sereno dopo la lunga serie di tempeste recentemente scatenatesi sul Gruppo. Il 76enne noto banchiere ha lasciato l'incarico una volta appreso della mozione di sfiducia di 10 consiglieri (tra loro anche il primo azionista Mediobanca, ndr) ovvero la maggioranza visto che il consiglio triestino è composto da 17 membri. Giuseppe De Filippi, caporedattore del Tg5 e responsabile dell'Economia, considera "inevitabile" la decisione presa da Geronzi: "In questo mondo la fiducia regna sovrana. Se viene messa in discussione, restare ai vertici diventa impossibile".

Quali sono state le cause che hanno portato a questa situazione?
Di spallate, se così si può dire, Geronzi ne ha ricevute due nell'ultimo mese, entrambe dal significato molto importante ma di natura completamente differente. Da una parte, ha pesato l'offensiva di un consigliere come Diego Della Valle. Dall'altra, ha inciso la posizione di Vincent Bollorè, il vicepresidente che il 16 marzo scorso non aveva votato l'approvazione del bilancio 2010. Bollorè si era scontrato con Perissinotto (Group Ceo, ndr), senza però riuscire a "buttarlo giù". Non è riuscito nel suo intento, ma si è ritrovato esposto. Essendo un grande sostenitore di Geronzi, il risultato è stato quello di mettere in imbarazzo lo stesso Geronzi.
 
Le critiche di Della Valle, dunque, hanno pesato più di ogni altra cosa?
Una certa importanza l'hanno avuta di sicuro. Della Valle affrontò la situazione di petto, fece critiche dirette. Ne fece anche una questione generazionale parlando di "arzillo vecchietto". Ma è stato soprattutto il ragionamento cosiddetto "di sistema", adottato da Geronzi, a non essere stato condiviso.
 
La Borsa ha festeggiato...
Normale. Per due motivi.  Primo perché il mercato ha sentito aria di scontro e di fronte a uno scenario di guerra un titolo può crescere. In secondo luogo, è evidente come Generali sia leggermente sotto mercato rispetto a due concorrenti come la francese Axa e la tedesca Allianz.
 
Quante possibilità ci sono che le dimissioni rientrino?
Una su cento, non di più. 
 
Cosa accadrà adesso?
Ci sarà una brevissima transizione, un altro presidente. Qualcuno, interno, che possa mettere d'accordo tutti. Si deve ricostruire uno stile interno, ci vuole calma. La "diplomazia" si è messa già al lavoro per riportare il sereno...