Sono stati i talebani a compiere il sanguinoso assalto alla sede locale dell'Onu di Mazar-i-Sharif, nel nord dell'Afghanistan, mischiandosi ai manifestanti che protestavano per il rogo del Corano negli Usa da parte del pastore Wayne Sapp. Lo ha confermato Il governatore della provincia di Balkh, dove sorge la città. Nell'attentato 5 manifestanti afghani sono stati uccisi, almeno 20 i dipendenti delle Nazioni Unite morti: due di loro sono stati decapitati.
A riferirlo funzionari dell'Onu che hanno chiesto l'anonimato. I morti, dicono le fonti, comprendono addetti stranieri e alcuni soldati Gurkha nepalesi impiegati per la sicurezza.
L'attacco alla sede dell'Onu "è stato molto grave", ha spiegato Staffan De Mistura, responsabile della missione Onu in Afghanistan. De Mistura non ha potuto confermare la nazionalità delle vittime. Un'altra fonte della sede Onu ha poi aggiunto che, dei dodici dipendenti uccisi, almeno 7 sono stranieri, due dei quali sono stati decapitati. Secondo un responsabile di una organizzazione umanitaria che opera a Mazar-i-Sharif, nell'ufficio lavoravano romeni e norvegesi.
"Un attacco vigliacco, senza giustificazioni - ha invece affermato il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, qualsiasi ne siano state le circostanze".
il governatore della provincia di Balkh, Atta Mohammad Noor, nell'attacco "cinque manifestanti sono rimasti uccisi e altri 20 feriti", mentre una ventina sono stati arrestati. Dalle Nazioni Unite, tuttavia, ancora nessuna conferma del bilancio delle vittime.