il primo album

L'esordio de Le Feste Antonacci, vibrazioni elettropop con “Uomini cani gabbiani”

Esce su Panico Dischi la nuova musica del duo composto da Giacomo Lecchi d’Alessandro e Leonardo Rizzi

© Jacopo Cozzi

“Uomini cani gabbiani” è l'album d'esordio de Le Feste Antonacci, uscito per Panico Dischi e anticipato da "Uomini Nudi", "P.U.L.P" e "Porgi l’altra guancia". Il duo composto da Giacomo Lecchi d’Alessandro e Leonardo Rizzi, di stanza a Parigi, inanella mantra spirituali, vortici sonori di beat trascendentali, inni da cantare e da ballare travolti da un’estasi groove, assolutamente pop. "Un‘epoca facile non c’è mai stata, tuttavia sembriamo a un crocevia di fenomeni distinti che stanno compiendo il loro cammino inesorabile e ci sentiamo demuniti. Le coscienze annegate in un mare di informazioni, senza più uno spazio nel cuore per una reazione naturale di fronte all’ingiustizia o perfino al pericolo. E sempre più senza confini e sempre più collegati e sempre più chiusi in scatole e sempre meno capaci di sentire. Sempre più distanti da noi stessi e dagli altri", raccontano Le Feste Antonacci. 

L'album è suonato, cantato, registrato, prodotto, mixato dal duo mischia prog, jazz, rock e tutto ciò che vibra. Beat che trafiggono, basslines monotonali che sorreggono architetture di groove a volte spinte fino alla trans. La loro entrata nel mondo del pop è sancita nel novembre 2018 dal primo Ep “Grandi Successi”. Parallelamente il duo ha lavorato con artisti pop francesi, pubblicità, documentari, serie e film d’animazione per giganti come HBO, Netflix, Disney Channel e YouTube Originals, “hackerati” da Andrea Bocelli per la più prestigiosa e attesa pubblicità natalizia del Regno Britannico, la John Lewis Christmas Ad, profeticamente definiti “obscure italian electropop artists” dal Guardian.

L’album racconta di questa confusione per immagini nitide, pur essendo spesso surreali: a partire da "Ora è meglio di prima", mantra mistico che apre il disco. Un grido d’allarme tra muri distorti per quell’affannosa corsa al progresso a ogni costo, a cui esiste una sola soluzione per sopravvivere, sempre la solita, l’amore. E poi il credo occulto della “moltitudine” di "P.U.L.P.", che si muove tra scuri corridoi e stanze chiuse a chiave, in una spirale vertiginosa di parole e groove sull’orlo di un delirante precipizio disco funk; l’eterna battaglia tra "Uomini Nudi" e Uomini Giacca, dove un sound travestito da Sting all’epoca dei Police invita a fuggire da ruoli e comportamenti preassegnati che ci ingabbiano; il predicatore pervaso d’amore e taurina, armato di basso synth cubista, sax di amazon e chitarrina dei Talking Heads di "Porgi l’altra guancia", che invita ad accettare i ceffoni della vita con cazzima funk. Dopo l’intermezzo del misterioso cane solitario di "Aquekete", riparte il diavolo della velocità a riempire un’esistenza meschina sulla Siena Firenze, manifesto assoluto del gabber/verismo Feste Antonacci. E infine, la title track "Uomini, cani, gabbiani", una serratura dalla quale, sbirciando, ci si può sentire parte del progetto e intuirne il processo creativo, un vero e proprio inno al DIY.

Le Feste Antonacci si preparano a celebrare l’uscita dell’album con due speciali concerti, domenica 6 luglio a Genova a Altaonda/Balena Festival e martedì 8 luglio a Firenze a Spazio Ultravox. Chiuderanno poi l’estate venerdì 12 settembre a Trento a Poplar Festival e sabato 13 settembre a Bologna per GoGoBo Festival, un assaggio di quello che succederà poi in autunno nei club di tutta Italia.