Giallo sul fermo dell'Asso 22, il rimorchiatore italiano bloccato a Tripoli. A bordo ci sono otto italiani, due indiani e un ucraino. Inizialmente sembrava che l'imbarcazione fosse stata rilasciata e si stesse dirigendo verso nord, ma poi la barca ha invertito la rotta, tornando verso Tripoli. Militari libici erano saliti a bordo della nave intimando anche di sospendere le comunicazioni. Incerte le sorti dell'equipaggio.
Il rimorchiatore è tornato indietro dopo essere stato intercettato da un elicottero militare di una unita' navale della coalizione internazionale dislocata nell'area.
"Siamo in costante contatto con l'Unità di Crisi della Farnesina e il ministero per collaborare e coordinarci con le autorità", ha sottolineato la Augusta, la compagnia armatrice del rimochiatore stesso. A bordo ci sono anche dei libici, secondo quanto dicono alla Capitaneria di porto di Napoli.
Nel pomeriggio di domenica il ministro della Difesa Ignazio La Russa aveva detto che il suo ministero è pronto a intervenire per evacuare l'equipaggio del rimorchiatore italiano: "Siamo a disposizione per un'evacuazione del personale del rimorchiatore bloccato in Libia con ogni strumento possibile", aveva detto alla trasmissione Rai "In 1/2 h".
La ricostruzione della vicenda del rimorchiatore
Ed ecco nel dettaglio la ricostruzione di quanto accaduto negli ultimi tre giorni. La mattina di venerdì 18 Asso 22 "per una normale attività, richiesta dai noleggiatori, si sposta dal porto di Mellitah al porto di Tripoli. La compagnia mantiene i normali rapporti con l'equipaggio e il noleggiatore. In serata l'equipaggio riceve istruzioni per imbarco di gasolio, che è avvenuta a mezzo autobotti durante la notte. E il noleggiatore ci informa di restare in attesa di istruzioni. Durante la notte alcune persone che si sono dichiarate appartenere all'Autorità portuale libica sono salite a bordo, richiedendo una serie di dati tecnici sulla nave e sul funzionamento degli apparati e degli strumenti, così come sulle performance dell'unità. Le stesse sono poi sbarcate".
La mattina di sabato 19 "trascorre in modo tranquillo e con normali comunicazioni. Nel pomeriggio le stesse persone si ripresentano a bordo per ispezionare i locali nave, conoscere gli apparati, i sistemi di funzionamento, di comunicazione ed effettuare delle foto sul ponte e in macchina. Poi sbarcano. Nel frattempo dalla base di Mellitah i noleggiatori ed i nostri rappresentanti confermano che le operazioni continuano e che la situazione è tranquilla; contemporaneamente la Compagnia comunica alle autorità italiane competenti tutti gli avvenimenti e le informazioni su quanto sta accadendo. Poco prima delle ore 21.00 alcune persone delle autorità libiche risalgono a bordo e vi rimangono tutta la notte, chiedendo al comandante ed al direttore macchina di farli familiarizzare con il funzionamento degli apparati e con il comando della nave. La compagnia mantiene regolari comunicazioni con il comandante della nave e con le nostre autorità competenti, notificando le informazioni sugli eventi step dopo step".
Domenica mattina il colpo di scena: "Alle ore 6,30 il comandante dell'Asso 22 avvisa la compagnia che si sono presentati a bordo anche militari libici armati, che gli è stato intimato di sospendere tutte le comunicazioni e vengono imbarcati in coperta due gommoni fast boat. La compagnia si è attivata con tutti i canali a sua disposizione (militari, commerciali e locali) per ricevere informazioni e istruzioni e per coordinarsi con le autorità. Alle ore 13 la compagnia è stata avvisata dal suo rappresentante locale che l'Asso 22 stava lasciando il porto di Tripoli, dirigendosi fuori dalle acque territoriali verso nord-ovest. La Compagnia ha notificato quindi immediatamente la partenza dal porto dell'unità alle autorità italiane competenti, che continuano ad operare di conseguenza".