SI E' SPENTO A 66 ANNI

Mediaset ricorda Giorgio Medail

Giorgio raccontato dai colleghi

© Dal Web

Precisiamo per l’ennesima volta, chissà quante deve averlo fatto lui, dove cade l’accento, cioè sulla “a”. Giorgio Medàil si è spento a 66 anni dopo una lunga malattia. Avrebbe gradito, data la sua signorile ironia, questa postilla.

La notizia della sua morte arriva nel cuore della mattinata al centro di produzione Mediaset di Cologno Monzese. Medail ha legato il suo nome al mondo della televisione commerciale sin dagli albori del percorso berlusconiano. Infatti aveva cominciato a lavorare a Telemilano, emittente via cavo pensata per il quartiere residenziale di Milano Due. In molti ricordano un giornalista, autore e conduttore televisivo sui generis.

Michela Vittoria Brambilla, ministro del turismo, fu televisivamente scoperta da Giorgio Medail. Il ministro lo ricorda così: “La sua grande creatività, la sua ricchezza interiore, la profondità di sentimenti, l'innovazione che ha saputo portare nel mondo del giornalismo, la sua passione ed il suo amore infinito per l'Italia rimarranno. Fino all'ultimo, mentre lottava con una gravissima malattia, ha dato alla valorizzazione dell'immagine dell'Italia il suo straordinario contributo di intelligenza e dedizione, con importanti risultati per i quali tutti dobbiamo essergli grati. Giorgio Medail rappresenterà sempre un esempio per tutti”.

Adele Cavalleri, già capostruttura della direzione informazione delle reti Mediaset, riesce solo a fare appello alla riservatezza, “perché anche Giorgio avrebbe preferito così”. La Cavalleri è una delle persone che meglio conosceva Giorgio Medail, avendovi lavorato assieme sin dagli inizi.

Claudio Brachino, direttore di Videonews, ha voluto ricordare Medail- a sottolinearne l’importanza della figura- con un suo servizio per “Pomeriggio Cinque”: “L’ho conosciuto nel 1991, Giorgio era il giornalista più importante di Videonews. I tg non erano ancora nati. Aveva inventato tutta una serie di modi di fare televisione, con registri popolari innovativi”. Brachino si sofferma sul lascito professionale di Medail: “Certamente Ciak, da lui inventato, fu un polmone comunicativo anche per gli astri nascenti dello spettacolo. E tutti i format che lui fece sui misteri italiani, tipo “Arcana”, sono i primi del genere. Con l’avvento dei tg, il mondo di Medail è diventato parallelo alle news, il suo era un registro raffinato. È stato il primo a fare informazione nella tv commerciale, un pioniere autentico. Umanamente Giorgio amava cucinare per gli amici, stare in compagnia”.

Paolo Del Debbio è vicedirettore di Videonews e conduttore del programma “Mattino Cinque” assieme a Federica Panicucci. Del Debbio è stato il volto di “Secondo Voi”, programma di vox populi curato da Medail. “Un grande professionista- ricorda il giornalista- che aveva una conoscenza autentica del sentimento popolare, una conoscenza fuori dal comune. Medail era un grandissimo signore anche nei comportamenti personali. Quel poco che so di televisione, l’ho imparato in gran parte da lui”.

Carlo Maria Lomartire, giornalista e autore di diversi libri di storia, conosceva Medail da diversi anni: “Ho incontrato Giorgio nel 1977, quando lavorava a Telemilano, progenitrice di Canale 5. Lo conobbi attraverso il fratello Cesare, giornalista al Corsera. Giorgio aveva già allora una concezione innovativa della tv, molto orientata sull’immagine. La sua carica di novità era la soggettiva; ricordo un suo servizio sull’imprenditore Renzo Rosso, che portava il telespettatore nella situazione che vedeva in onda sullo schermo di casa sua. Con il suo lavoro Medail dava una sensazione di naturalezza del girato assolutamente innovativa soprattutto per una tv commerciale”.

Roberto Voltolini, responsabile del coordinamento per l’innovazione di Mediaset, ha lavorato con Medail a “Dentro la notizia” (primo tg sperimentale del 1986) e per diversi speciali di Canale 5, come “L’età negata” sui minori a rischio: “L’ho conosciuto 25 anni fa. Giorgio è una delle tre persone da cui ho imparato qualcosa in fatto di giornalismo televisivo. Una persona meravigliosa e come spesso accade, queste sue doti umane si legavano a una grande professionalità. Medail lascia un modo dissacrante di trattare l’attualità. Trattare un tema come quello dei minori a rischio senza alcun ritorno negativo, mi ha reso orgoglioso e dice della statura umana e professionale del capo di quella redazione, che era Giorgio Medail”.