"Non escludiamo nessuna ipotesi". Gli inquirenti che lavorano al caso di Yara Gambirasio continuano le indagini a 360 gradi, senza abbandonare la pista esoterica o satanica. A quanto si apprende, i carabinieri avrebbero visitato i cimiteri della zona alla ricerca di indizi. Nuove tracce genetiche maschili, intanto, sarebbero state rilevate sui guanti nelle tasche di Yara e sulla batteria del suo telefonino.
La svolta decisiva che in molti si aspettavano nelle indagini dopo il ritrovamento del cadavere della ragazzina di Brembate, sembra ancora lontana. I pm continuano a ribadire che tutte le ipotesi sono aperte, ma nessuna pista, al momento, pare avere il sopravvento. Neppure quella, flebile ma possibile, del rito satanico. Gli inquirenti non nascondono le perplessità, ma i segni di arma da taglio trovati sulla schiena della ragazza potrebbero riferirsi a qualche tipo di simbologia. Per questo, i carabinieri avrebbero perlustrato nella notte alcuni cimiteri della Bergamasca, in cerca di nuovi particolari che potrebbero far luce sul delitto.
Nuove ipotesi si susseguono anche sugli attimi appena dopo la scomparsa di Yara. La ragazzina potrebbe essere stata sequestrata nei pressi della palestra di Brembate da una coppia che conosceva e di cui si fidava ciecamente. Mai, si dice in paese, sarebbe salita sull'auto di uno sconosciuto. La ragazzina, inoltre, avrebbe provato ad avvertire la madre che avrebbe fatto tardi, ma il cellulale le fu strappato di mano.
Dna maschile sulla batteria del cellulare
Tracce di dna maschile, estranee alla cerchia familiare di Yara, sono state rinvenute sulla batteria del cellulare della giovane. Secondo alcune indiscrezioni, tracce genetiche sarebbero state trovate anche sui guanti che Yara aveva in tasca al momento dell'omicidio, ma l'ipotesi è che possano risalire alle giornate precedenti al delitto.