"partito insensibile"

Scajola: "Pdl mai stato partito della gente"

"Manifestiamo sentimento troppo spesso inascoltato"

© Ansa

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"Doveva essere il partito della gente, della nostra gente, troppo spesso non lo è". E' la critica di Claudio Scajola al Pdl, dopo l'incontro di sabato con il premier Berlusconi. "La componente che viene da An - ha sottolineato Scajola - è rimasta una realtà quasi distinta da Forza Italia. Se abbiamo pensato ai gruppi parlamentari 'Azzurri per la Libertà è solo per manifestare un sentimento troppo spesso inascoltato".

"Chi ha avuto la pazienza di seguire - afferma l'ex ministro - la storia personale e politica mia e degli altri amici che hanno dato vita con me alla Fondazione Colombo sa che, da quando esisteva Forza Italia, abbiamo sempre lavorato, per costruire un partito unito, radicato sul territorio, fondato sulla partecipazione e sulla democrazia interna, sul pluralismo delle idee e non delle correnti, su dei valori chiari: quelli che ci hanno consentito di entrare orgogliosamente a fare parte del Partito Popolare Europeo".

"La stessa cosa - aggiunge Scajola - vorremmo fosse il Pdl, geniale intuizione politica di Berlusconi che finora non è diventata uno strumento organizzato funzionante. Doveva essere il partito della gente, della nostra gente. Troppo spesso non lo è".

Così Scajola, di fronte alla mancata unità del partito, annuncia la ferma intenzione di formare alla Camera (con 23 deputati) e al Senato (con 12 senatori) i gruppi autonomi degli Azzurri per la Libertà. "Se abbiamo pensato ai gruppi parlamentari Azzurri per la Libertà - spiega dalla rubrica La Bussola, sul sito web della sua Fondazione Cristoforo Colombo - è stato solo per manifestare un sentimento a nostro avviso troppo spesso inascoltato. Giungeremo a questo solo se, con la condivisione di Berlusconi, non ci sarà altro modo per riuscirci. Se esistono altre strade, naturalmente, siamo ben lieti di seguirle".