Ras Lanuf, il centro petrolifero a ovest di Bengasi, è completamente nelle mani delle milizie pro Gheddafi, come ha constatato sul posto l'agenzia Ansa. Dall'impianto di stoccaggio diesel di Ras Lanuf si alza una colonna di denso fumo, mentre nella città, non lontana dai giacimenti, sono visibili i segni degli scontri. La comunità libica italiana intanto ha istituito una rappresentanza del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi in Italia.
Uno dei membri di questa rappresentanza, Hishan Eldeghili, ha già chiesto che "il ministero degli Esteri italiano riconosca l'ufficio della rappresentanza del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi". "Il nostro dovere - ha detto Eldeghili - è dare informazione, spiegando agli italiani che quanto sostiene Gheddafi è falso".
La Lega araba chiede la no fly zone in Libia
I ministri degli esteri della Lega Araba, riuniti al Cairo, hanno chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di assumersi le proprie responsabilità per imporre una zona di esclusione aerea sulla Libia. Lo ha confermato una fonte diplomatica araba. Il Consiglio ministeriale della Lega ha aggiunto di voler aprire "canali di contatto con il Consiglio Nazionale di Transizione Libico per aiutare il popolo". Secondo quanto riferisce la tv araba Al Jazeera, nonostante le resistenze di quattro Paesi, Algeria, Siria, Yemen e Sudan, la maggioranza dei ministri degli Esteri ha deciso di chiedere alle Nazioni Unite di applicare questo provvedimento contro il regime di Muammar Gheddafi.