Telebestiario

Vecchioni, la lezione all'Infedele

Telebestiario di Francesco Specchia

© Ufficio stampa

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“Perché le idee sono come farfalle/che non puoi togliergli le ali/perché le idee sono come le stelle/che non le spengono i temporali…”.

“Chiamami ancora amore”, la canzone di Roberto Vecchioni vincitrice di Sanremo è un capolavoro, un lampo nel buio, il fragore del cuore che riaccende la speranza e i sogni. Non ci piove. Ci seccano, semmai, due cose. Il fatto che il primo ad averla ascoltata è stato Gad Lerner, come ha ammesso l’altra sera lo stesso Vecchioni all’Infedele (La7). E che Gad - legittimamente, per carità - nello scandire quelle strofe abbia tentato di buttarla in politica: “se hai avuto un tale successo vuol dire che si sta andando in un’altra direzione?” (tradotto: “ci togliamo finalmente Berlusconi dalle palle?”, domanda rivolta in una puntata dal titolo: “La caduta dei tiranni”). 

Vecchioni s’è rassettato la giacca verde che faceva un po’ a pugni con la polo blu stazzonata. Ha leggermente spinto gli occhiali sul naso, e ha guardato Gad con quel sorrisetto da prof di greco che avresti tanto voluto al liceo finchè non ce l’hai davvero e ti massacra interrogandoti sull’anamnesi di Platone: “L’ho detto: giù le mani da questa canzone, che è una canzone di tutti gli italiani…”. La qual cosa rende onore all’artista, e soprattutto spazza via tutte le polemiche che su Youtube - finora un milione di contatti - e su Facebook stavano montando circa il cotè politico/antiberlusconiano del testo sanremese. Vecchioni e Vecchioni, scrive canzoni e più ne scrive e più è bravo a far i danè. Ma la sua forza è scovare la poesia nelle piccole cose. E la poesia non è politica. Infatti Vecchioni è determinato quando dice: “eviterò il più possibile le trasmissioni politiche, per non strumentalizzare”, anche se lo dice dalla trasmissione più politica d’Italia.

E’ serissimo quando si scrolla il peso di Sanremo di dosso come fosse un paletot in una sauna: “Nella mia vita non cambia nulla, è, come prima la vita di un insegnante. Ho cercato semplicemente di misurarmi con un altro tipo di pubblico”. E’ coinvolto quando parla delle donne (“devono lavorare tre volte un uomo, e hanno successo solo quando scimmiottano l’uomo…”). E’ simpaticamente rassegnato quando la moglie, Daria Colombo - l’altra faccia della luna, da lui omaggiata sul palco dell’Ariston - , accanita sostenitrice dei cortei anti-Silvio, si produce in un attacco a testa bassa di Nicole Minetti. Attacco, peraltro, articolato e condivisibile che richiederebbe davvero un faccia-a- faccia con la Minetti. Ma il punto è un altro. Il professore Vecchioni è sempre in grado di dar lezioni. Anche quando sta zitto.