Oltre ad emettere importanti verdetti sportivi, la 17.a giornata della serie A di basket ha inscenato l'indegno comportamento di alcuni pseudo-tifosi della Metis Varese. Durante la trasferta contro la Skipper (poi persa 82-77) i supporter varesini non hanno trovato di meglio che inneggiare alla strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Un atto inqualificabile che purtroppo è l'ultimo di una lunga serie che vede coinvolti i tifosi lombardi.
L'idiozia non ha sport preferito, non solo calcio dunque. Sarà perché il pallone è sbattuto in prima linea ogni giorno su tutti i quotidiano nostrani, ma questo tipo di episodi vengono spesso accostati (ed a volte vengono anche drammatizzati forse troppo) al calcio, e poche volte si parla di ciò che accade negli altri sport. In questo caso, la pallacanestro ha inscenato uno di quegli episodi che fanno discutere e che rischiano di far etichettare in senso negativo anche la Metis. Come detto, non si tratta della prima volta che i supporters di Varese si distinguono in tal senso. Già in passato le frange più estremiste del tifo lombardo avevano intonato cori razzisti della più becera natura, in più di un'occasione. Nel 1979 in Coppa Campioni contro il Maccabi Tel Aviv un centinaio di tifosi tappezzarono il palazzo dello sport di scritte antisemite e prima e durante la partita gridarono slogan contro gli ebrei. Intervennero i carabinieri per identificare i responsabili che furono poi condannati. Il 14 aprile 1994, nell'intervallo della partita tra Cagiva Varese e Filodoro Bologna la polizia dovette intervenire per dividere i due schieramenti di ultras che stavano per entrare in contatto. Un agente riportò ferite guaribili in una decina di giorni. Ma per trovare episodi di violenza non serve rovistare a fondo nella memoria, basta andare a circa un anno fa, quando all'inizio del campionato alcuni tifosi aggredirono Carlton Myers. Ieri a Bologna hanno toccato il fondo, inneggiando ad una strage che costò la vita a 85 persone e ne ferì altre 200.