La sostenibilità, nuova sfida del settore orafo gioielliero

Dopo un rimbalzo post-pandemia guidato dal distretto di Arezzo, il comparto deve rispondere a una sempre maggiore richiesta di attenzione sui temi etici, sociali e ambientali. E UnoAErre, la maggiore azienda del territorio, risponde con il suo secondo Bilancio di Sostenibilità

Il settore orafo gioielliero è uno dei comparti di punta del Made in Italy: il nostro Paese è infatti tra i primi 10 esportatori mondiali di gioielleria e oreficeria. Ed è anche uno di quelli che ha mostrato la maggiore resilienza alla crisi economica innescata dalla pandemia: dopo una caduta del 28% nel 2020, nel 2021 le esportazioni hanno visto un rimbalzo del +50%. A trainare la ripresa, secondo i dati, è stato soprattutto il distretto di Arezzo (che insieme a quelli di Vicenza e Valenza Po rappresenta circa l’80% dell’export italiano).

Ma con la crisi energetica e le tensioni geopolitiche che hanno cambiato gli scenari internazionali (portando anche a un’impennata del prezzo dell’oro, da sempre considerato bene-rifugio nei momenti di turbolenza), la sfida del settore è ora quella di rispondere alle sempre crescenti esigenze di sostenibilità dei propri prodotti: secondo un report McKinsey-Bof, entro il 2025 oltre il 30% degli acquisti di gioielleria sarà infatti profondamente influenzato dal grado di sostenibilità dei brand in quanto a consumo di risorse, tracciabilità, trasparenza e rispetto dei diritti umani.

Una sfida, questa, che proprio la maggiore azienda orafa del distretto aretino, UnoAErre, ha raccolto già da diversi anni: da sempre profondamente legata alla realtà sociale, ambientale e culturale del territorio, la maison di Arezzo ormai da due anni pubblica il proprio Bilancio di Sostenibilità per misurare e certificare i passi compiuti all’interno del cammino verso gli obiettivi di miglioramento dei propri livelli di sostenibilità ambientale e sociale.

E in questo, chiarisce il documento, l’azienda “continua la sua funzione di motore del distretto orafo non solo come organismo economico e produttivo, ma anche come ambiente familiare, politico e sociale, cercando di orientare la crescita verso obiettivi di miglioramento comuni e condivisi”, integrando sempre più la sostenibilità ambientale, etica e sociale nella strategia di crescita a medio-lungo periodo.

I principi aziendali

UNOAERRE si è dotata di “Principi di politica aziendale” che, oltre alla ricerca della redditività nel rispetto delle norme del settore, perseguono “il rispetto e la cura dell’ambiente in cui l’azienda opera, perseguendo la minimizzazione dell’impatto ambientale della propria attività produttiva ed il risparmio delle risorse utilizzate anche attraverso l’adozione di schemi produttivi che privilegino forme di economia circolare”, la trasparenza nei confronti di fornitori e clienti “anche circa l’origine delle materie prime utilizzate”, la creazione di condizioni di lavoro “soddisfacente ed equamente retribuito, senza discriminazioni”, la valorizzazione del patrimonio umano “mediante la formazione e l’aggiornamento”, il rispetto “della trasparenza, dell’affidabilità e della legalità e l’impegno a selezionare partner commerciali che possano garantire il rispetto dei diritti umani e dei diritti dei minori e l’acquisizione dei metalli preziosi da fonti legittime, non coinvolte nel finanziamento di conflitti, azioni di terrorismo o frutto di riciclaggio di capitali di attività illecite”.

Sostenibilità ed economia circolare

La sostenibilità e il modello di economia circolare richiamati dai Principi aziendali sono comunque percorsi che, chiarisce il Bilancio di Sostenibilità 2021, sono connaturati alle modalità d’azione di UnoAErre non solo per vocazione, ma anche per la necessità di controllo dei flussi fisici di metallo in ingresso ed in uscita dal ciclo produttivo. L’Azienda non si approvvigiona infatti direttamente da attività estrattive, ma attraverso istituti bancari, affinatori o Banchi metalli o clienti che inviano “resi o rottami o materia prima da sottoporre a lavorazione”. E proprio “tracciabilità delle materie prime, garanzia del ‘Titolo’ nei metalli preziosi e approvvigionamento responsabile” sono principi che hanno decretato il successo dell’azienda e che consentono di “garantire un prodotto sicuro, certificato e durabile”.

Fino dal 2014, per UnoAErre, è stato essenziale conformarsi, a linee guida internazionali che garantissero l’approvvigionamento responsabile delle materie prime, il rispetto delle convenzioni internazionali ONU per il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente iniziando a tracciare la propria strada verso le buone prassi industriali rispettose dei più ampi criteri di sostenibilità. In quest’ottica ha ottenuto importanti certificazioni (Responsible Jewellery Council, Sedex Global, Accredia) che continua a incrementare cercando di migliorare la propria aderenza alle migliori prassi industriali.

La sostenibilità ambientale

UnoAErre si è dimostrata particolarmente attenta e motivata anche per quanto riguarda il rispetto delle risorse ambientali, limitando l’uso di carta e plastica e incrementando l’uso di lampade a led. Già alla fine degli anni Novanta l’azienda aveva istituito un “Servizio Ecologia” con la funzione di gestire i rischi ambientali (emissioni, rifiuti, scarichi), monitorando costantemente la situazione.

Per questo tutti gli impianti aziendali che hanno un potenziale impatto sull’ambiente sono “progettati e realizzati con sistemi altamente automatizzati e sistemi di blocco in caso di superamento di valori critici e/o di valori che non consentano il pieno rispetto dei limiti”. Per quanto riguarda il consumo di acqua, l’azienda “ormai da anni – riferisce il Bilancio di Sostenibilità - ha optato per la preservazione assoluta delle acque sotterranee e la tutela della risorsa idrica superficiale, ricorrendo al soddisfacimento del proprio fabbisogno idrico mediante il ricorso prioritario ad acqua di grado industriale, limitando allo stretto necessario quella potabile”. Mentre per le emissioni è stato “attuato un programma di sostituzione degli impianti che utilizzano sostanze organiche volatili pericolose con sostanze a trascurabile o ridotta pericolosità”.

E’ in fase di finalizzazione anche la costruzione di un impianto fotovoltaico.