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Lea Garofalo, la sorella: "Nessun perdono per gli assassini"

Vito Cosco, dieci anni dopo il delitto della testimone di giustizia calabrese, si dice pentito. "Rimanga dietro le sbarre fino all'ultimo respiro", afferma Marisa

"Non ci sarà mai un perdono per quello che avete fatto". E' la risposta di Marisa Garofalo al pentimento di Vito Cosco, fratello maggiore di Carlo, ex marito di sua sorella Lea. La testimone di giustizia calabrese nel 2009 venne sequestrata a Milano, uccisa e bruciata dal coniuge, dal cognato, da Rosario Curcio, Massimo Sabatino e Carmine Venturino.

Il pentimento di Vito Cosco, che arriva 10 anni dopo il delitto, è scritto in una lettera scritta dal carcere di Opera, dove sta scontando l'ergastolo. "La verità è che io sono morto poco meno di dieci anni fa, insieme alla vittima, ma ancora non lo sapevo. Adesso lo so e sono pronto ad accettare qualunque cosa il destino mi riservi", si legge.

"Per la prima volta - è la reazione di Marisa Garofalo, come riporta Il Giorno - parla un vigliacco assassino dicendo che i suoi valori sono cambiati. Ma di quali valori parli? Non ci sarà mai perdono per quello che avete fatto, avete commesso un crimine con tanta ferocia nei confronti di una povera donna indifesa. Dovete rimanere dietro le sbarre e non vedere mai la luce del sole, fino all'ultimo respiro, anche se nessuno ci darà indietro mia sorella, ci avete distrutto la vita. Rimarrete sempre dei vigliacchi assassini".

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